Papa Leone XIV ha scelto di inaugurare la sua visita pastorale con un forte messaggio sociale ed economico: il Santuario di Pompei non è soltanto un luogo di culto, ma anche un modello di economia della solidarietà, capace di generare inclusione, assistenza e sviluppo umano.
Il Papa ha incontrato i beneficiari delle opere caritative fondate da Bartolo Longo, recentemente canonizzato. Accolto da autorità civili e religiose, tra cui l’arcivescovo Tommaso Caputo e il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, Leone XIV ha ribadito il valore strategico della carità organizzata come risposta concreta alle fragilità sociali
Il cuore della visita è stato l’incontro nella “Sala Luisa Trapani”, dove operano numerose realtà assistenziali dedicate a famiglie vulnerabili, madri sole, donne vittime di violenza, minori e persone in difficoltà economica. Una rete che, secondo il Papa, rappresenta un autentico “Tempio della Carità”.
Il Santuario di Pompei, che accoglie oltre 2 milioni di pellegrini l’anno, si conferma così anche un importante attore del terzo settore italiano, capace di mobilitare volontariato, risorse sociali e iniziative educative. Le strutture collegate comprendono case famiglia, mense sociali, centri educativi e programmi di sostegno alla vita.
Sorvolando le rovine dell’antica Pompei prima dell’atterraggio, il Papa ha richiamato simbolicamente il contrasto tra ciò che il tempo distrugge e ciò che resta. Le vestigia dell’antica città sepolta dall’eruzione del Vesuvio diventano metafora della precarietà delle ricchezze materiali rispetto al valore permanente della solidarietà e della cura delle persone.
Nel suo discorso, il Pontefice ha sottolineato come la preghiera rappresenti il motore invisibile dell’impegno sociale: “La preghiera alimenta l’accoglienza, il servizio e l’impegno generoso di tanti”.
Rivolgendosi a educatori, sacerdoti e volontari, Leone XIV ha indicato una linea chiara: investire nel capitale umano attraverso formazione, dialogo e testimonianza concreta. Un approccio che valorizza il volontariato come infrastruttura sociale essenziale, soprattutto in territori segnati da disuguaglianze economiche e marginalità.
Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani ospiti delle case famiglia del Santuario, incoraggiati a diventare “testimoni credibili” di speranza e solidarietà in una società che, secondo il Papa, “ha tanto bisogno di gioia autentica”.
