Oltre 300 imprese della regione hanno introdotto nei loro statuti il crescente interesse anche dalle piccole imprese dal Veneto la sperimentazione e la promozione di nuovi modelli di partecipazione dei lavoratori al capitale d’impresa, tema di grande attualità dopo la recente approvazione della legge n. 76 del 15 maggio 2025, che ne introduce una prima disciplina attuativa.
È quanto emerge dall’indagine pilota realizzata da Fondazione Capitale & Lavoro, per il tramite di Infocamere, in collaborazione con Unioncamere, Unioncamere Veneto e Camera di Commercio di Treviso-Belluno, presentata a Roma nella sede di Unioncamere.
Tra le imprese selezionate, significativa la presenza di grandi realtà aziendali: il 43% conta oltre 100 addetti e più, con una dimensione media che sfiora i 400 dipendenti. Tuttavia, l’indagine evidenzia come anche le piccole imprese si stiano aprendo a questa nuova visione, con un terzo delle società identificate che ha meno di 50 addetti.
In particolare, forte l’interesse riscontrato nel manifatturiero, settore trainante del Veneto: il 64% delle aziende che già hanno previsto modelli partecipativi (212 su 316) appartiene infatti a questo comparto, per un totale di quasi 40.000 addetti.
L’indagine ha inoltre indagato il grado di interesse futuro delle imprese manifatturiere venete rispetto alla partecipazione dei lavoratori al capitale. Su un campione di oltre 2.200 imprese operanti in Veneto, cui fanno riferimento quasi 97.000 addetti, circa un terzo (il 31% delle Srl e il 28% delle SpA) si dichiara disponibile a valutare questa opportunità, con un ulteriore 4,5% delle Srl e il 5% delle SpA già apertamente propenso ad attuare tali modelli. Da sottolineare anche il giudizio complessivamente positivo espresso dalle aziende venete rispetto all’ipotesi di coinvolgimento dei lavoratori nel capitale: il 27% delle Srl e il 34,5% delle SpA valuta questa possibilità.
Nata a Treviso nel 2024, la Fondazione Capitale & Lavoro si pone l’obiettivo di promuovere nuovi modelli di impresa, in grado di rispondere alle trasformazioni dell’economia e della società, e orientati ad una maggiore partecipazione del capitale umano alla vita e alla crescita di valore d’impresa. Un impegno che trova oggi un’importante cornice normativa grazie all’approvazione della nuova legge sulla partecipazione dei lavoratori al capitale d’impresa. La Legge n. 76 del 15 maggio 2025, che dopo quasi 80 anni dà attuazione ad un obiettivo a tendere che la Costituzione Italiana aveva già previsto all’articolo 46, introduce nuovi strumenti per favorire una più ampia condivisione economica, finanziaria e gestionale nelle aziende italiane. La norma istituisce anche una Commissione permanente presso il Cnel per monitorare e supportare l’applicazione delle nuove disposizioni.
Questi dati dimostrano che la partecipazione dei lavoratori al capitale da fenomeno marginale sta assumendo dimensioni più importanti” – ha sottolineato Il Presidente della Fondazione Giuseppe Milan – “Il nostro obiettivo è promuovere ulteriormente questa transizione. I numeri e le testimonianze raccolte ci incoraggiano e ci indicano la strada per rendere la partecipazione dei lavoratori una leva di competitività e crescita sostenibile, valorizzando l’esperienza virtuosa già intrapresa da tante imprese del nostro territorio. Oltre ad essere uno strumento utile a generare nuova imprenditorialità come risposta ai diffusi problemi di mancata successione in azienda”.
