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Petfood, mercato globale in crescita entro il 2034: dal longevity feeding al pet biohacking

Con un giro d’affari mondiale destinato a raggiungere i 200 miliardi di dollari entro il 2034 (+48%) e la spinta verso nuove tendenze come l’Ancestral&Nature-First Diet, i proprietari faticano a orientarsi: secondo un recente sondaggio internazionale condotto da GlobalPets, per oltre un proprietario di gatti su due (57%) l’enorme varietà di prodotti rende difficile la scelta degli alimenti migliori, mentre secondo uno studio pubblicato sul Canadian Veterinary Journal quasi la metà dei proprietari di cani trova la scelta del cibo giusto la parte più difficile della cura di un animale.

La crescente diffusione degli animali domestici continua a svolgere un ruolo di primo piano nell’espansione del mercato globale degli alimenti per animali, accompagnata dalla nascita e dal moltiplicarsi delle tendenze legate al petfood come quelle del “Pet Biohacking”, del “Longevity feeding” e della “Ancestral&Nature-First Diet”, un vero e proprio ritorno alle origini nella nutrizione di cani e gatti. Fattori come la rapida urbanizzazione, la riduzione delle dimensioni del nucleo familiare e il cambiamento degli stili di vita hanno incoraggiato un numero sempre maggiore di persone ad accogliere animali da compagnia.

Secondo quanto emerge dal report 2026-2034 di Fortune Business Insights, il mercato globale degli alimenti per animali domestici crescerà infatti dai 135 miliardi di dollari del 2026 ai 199 miliardi di dollari entro il 2034 (+48%), con un tasso di crescita annuo composto del 5%. Anche in Europa il mercato è in ascesa e ormai verso i 40 miliardi di dollari crescendo a un Cagr del 4% dal 2025 al 2030 secondo le stime, grazie a una combinazione di tendenze, tra cui l’umanizzazione, la crescente attenzione alla salute, la praticità e la sostenibilità.

In Italia, a fronte di un mercato del pet food per cani e gatti che ha superato i 4 miliardi di euro nel 2025 secondo le più recenti analisi di settore, dominano per ricavi totali gli alimenti per gatti con circa 2,35 miliardi di euro, pari al 56% del valore totale del mercato, a fronte di 383mila tonnellate vendute. Segue il mercato degli alimenti per cani, con un valore di 1,85 miliardi (44% del mercato) e 427mila tonnellate vendute.

È quanto emerge da un monitoraggio condotto dallo Schesir Respect My Nature Index su un ampio panel di testate internazionali e indagini di mercato, coinvolgendo anche esperti del settore, per capire quali siano i trend più innovativi nell’alimentazione degli amici a 4 zampe e quanto sia importante rispettarne la natura.

Eppure, di fronte all’aumentare dell’offerta di prodotti sul mercato, i proprietari sono sempre più confusi sulla scelta migliore. Secondo il sondaggio internazionale “Cat food consumption and buyer preferences” condotto da GlobalPets, per quasi 6 proprietari di gatti su 10 (57%) l’enorme varietà di prodotti disponibili rende difficile la scelta degli alimenti, mentre per il 66% degli intervistati è difficile stabilire se gli ingredienti utilizzati siano benefici per la salute del proprio gatto oppure no.

Il 52% (su 900 intervistati)  dei proprietari di cani (su 900 intervistati di cui il 68%  Millennial) ritiene l’alimentazione dei pet più complicata di quella umana, e quasi il 25% si sente sopraffatto dall’offerta di prodotti disponibile.

Il cambiamento nelle preferenze dei consumatori sta inoltre ridefinendo la spesa per il cibo degli animali domestici orientando gli acquisti sempre più verso gli alimenti per gatti. A dirlo è il recente rapporto “World Market for Pet Care 2025″ di Euromonitor International, il cibo per gatti è la categoria in più rapida crescita con un Cagr del 6%, mentre il cibo per cani è aumentato solo del 3,8% tra il 2020 e il 2025.

La preferenza per i gatti è in aumento nelle regioni tradizionalmente dominate dai cani, come il Nord America e l’Europa occidentale, così come nei mercati emergenti come l’Asia-Pacifico. Tuttavia, sempre secondo Euromonitor, i cani rimangono la categoria dominante nelle vendite per animali domestici, con una quota prevista del 66% entro il 2030. In Nord America, si prevede che la percentuale di cani di grossa taglia diminuirà dal 32% della popolazione canina totale nel 2020 al 27% nel 2030. Al contrario, si prevede che la quota di mercato dei cani di piccola taglia aumenterà dal 42% al 46%.

“Di fronte a una scelta così vasta e a tanta disinformazione, il nostro compito è guidare l’innovazione verso un unico faro: il benessere reale degli animali ed il rispetto della loro identità biologica”, spiega Giorgio Montefusco, Marketing & Trade Marketing Director di Schesir.

“Questa straordinaria espansione globale porta con sé una responsabilità nutrizionale prima ancora che commerciale – spiega Giorgio Montefusco, Marketing & Trade Marketing Director di Schesir – I dati confermano che l’eccesso di offerta, la disinformazione e la tendenza all’umanizzazione stanno allontanando i proprietari dai reali fabbisogni degli animali domestici. Negli ultimi anni il settore del petfood ha scelto la strada più comoda: trattare il gatto come un piccolo umano riempiendo gli scaffali di prodotti pensati più per attrarre, persuadere e rassicurare il pet parent. Abbiamo trasformato gli alimenti per animali in intrattenimento, gli snack in un mero gesto d’affetto, il marketing e la comunicazione in priorità assolute. Ma il corpo di un cane o di un gatto risponde a un codice biologico diverso dal nostro. Lo Schesir Respect My Nature Index nasce proprio per decodificare i trend del futuro, filtrandoli attraverso l’approccio scientifico del veterinario nutrizionista. Le necessità dei pet non sono soddisfatte dall’ultimo trend o dai cosiddetti superfood, ma da componenti nutrizionali specifici ed essenziali per la loro fisiologia. Vogliamo guidare il settore verso lo sviluppo di alimenti che abbiano come priorità assoluta il rispetto della natura carnivora dei pet, tutelando la loro salute e offrendo ai proprietari una bussola chiara in mezzo a tanta disinformazione”.

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