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Piani sulle aree interne, capacità amministrativa decisiva per trattenere giovani e imprese

È il messaggio lanciato da Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia, intervenuto al Meeting di Rimini nel corso del dibattito L’Italia delle aree interne: declino o sviluppo?”.

“Nelle aree interne è importante il diritto e non l’obbligo di restare”, ha affermato Mattarella. L’obiettivo delle politiche pubbliche, ha spiegato, deve essere quello di fare in modo che un giovane scelga di restare o tornare nel proprio territorio e che un’impresa decida di investire non perché abbia fallito altrove, ma perché l’area è tornata attrattiva e competitiva.

Le aree interne rappresentano circa il 60% del territorio nazionale, ma ospitano appena il 23% della popolazione. Negli ultimi dieci anni hanno registrato uno spopolamento del 5%, a fronte di una riduzione di circa l’1,5% nelle aree urbane. Secondo Mattarella, alla base delle difficoltà non vi è sempre una carenza di risorse, ma spesso una insufficiente capacità amministrativa.

Gli accordi di programma quadro legati alla Strategia nazionale per le aree interne 2014-2020, ha ricordato l’amministratore delegato, sono stati sottoscritti nel 2021. Oggi sono monitorati attraverso una piattaforma centralizzata, che consente di intervenire tempestivamente. La collaborazione tra amministrazione centrale e territori può così contribuire a creare una spirale virtuosa, ambito nel quale si inserisce l’attività di Invitalia.

Sul fronte della connettività, attraverso la controllata Infratel, Invitalia ha connesso oltre 4 milioni di unità abitative grazie ai fondi del Pnrr nell’ambito del Piano Italia a 1 Giga. L’obiettivo è rafforzare uno dei pilastri necessari per lo sviluppo delle aree interne. Inoltre, con l’ultima Council Implementing Decision, Invitalia è stata individuata come Implementing Partner per la gestione di 710 milioni di euro destinati a sostenere l’estensione della connettività da parte degli operatori di telecomunicazioni e per la gestione di oltre 1,5 miliardi di euro del Fondo idrico.

Sono numerosi anche gli strumenti gestiti da Invitalia a sostegno delle attività economiche e sociali. Tra questi Italia Economia Sociale, rivolto a imprese sociali, cooperative sociali ed enti del Terzo settore particolarmente presenti nelle aree interne, e Vita & Opportunità, dedicato all’agricoltura sociale e all’autonomia delle persone con disabilità, con particolare rilevanza per le aree interne e le isole minori.

Un altro ambito strategico è quello delle imprese culturali e creative, settore che, secondo i dati richiamati da Mattarella, genera 115 miliardi di euro di valore aggiunto e occupa oltre 1,5 milioni di persone.

Per favorire l’autoimpiego dei giovani nei territori opera inoltre il Piano Nazionale Autoimpiego, gestito per conto del Ministero del Lavoro, attraverso le misure Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord. A queste iniziative si aggiunge il Programma Borghi, che ha consentito di sostenere oltre 2.700 imprese e di finanziare interventi per oltre 1 miliardo di euro nei Comuni.

Per Mattarella, la sfida delle aree interne richiede un approccio integrato che combini infrastrutture, connettività, servizi, sostegno alle imprese e capacità amministrativa, così da trasformare le risorse pubbliche in opportunità concrete di sviluppo e rendere nuovamente attrattivi territori oggi esposti allo spopolamento.

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