Tra luglio e settembre sono state 4.192 le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese delle Camere di commercio, 242 in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (-5,5%). Le cessazioni sono state 3.618, in calo di 223 unità (-5,8%). Il saldo finale si mantiene dunque positivo per 574 imprese, leggermente inferiore al +593 dello scorso anno. Complessivamente, lo stock di imprese attive in Piemonte a fine settembre è pari a 418.667 unità, pari al 7,1% del totale nazionale.
Il tasso di crescita complessivo si attesta al +0,14%, in linea con quello del terzo trimestre 2024, ma inferiore alla media nazionale (+0,29%).
Società di capitale motore della crescita
A sostenere il bilancio positivo sono soprattutto le società di capitale, che crescono dello +0,71% e rappresentano oltre un quinto (22,5%) del tessuto produttivo regionale. In aumento anche le altre forme giuridiche (+0,12%), come cooperative e consorzi.
Stabili invece le imprese individuali, che costituiscono la maggioranza assoluta (55,8%) ma segnano una crescita quasi nulla (+0,03%). In calo, infine, le società di persone, che flettono del -0,21%, segnalando una fase di difficoltà per un modello organizzativo sempre meno competitivo.
Servizi in espansione, agricoltura e commercio in flessione
L’analisi settoriale conferma un andamento a due velocità. A trainare la crescita regionale è il comparto dei servizi, con gli “altri servizi” in aumento del +0,59% e il turismo in ulteriore espansione (+0,50%). Segno positivo anche per le costruzioni (+0,12%).
In calo, invece, i settori tradizionali: industria (-0,05%), commercio (-0,06%) e soprattutto agricoltura, che registra la flessione più marcata con un -0,21%, evidenziando le difficoltà strutturali del comparto primario.
Novara guida la crescita provinciale
Sul piano territoriale, il primato spetta a Novara, con un tasso di crescita del +0,27%, la performance migliore del Piemonte. Sopra la media regionale anche Verbano-Cusio-Ossola (+0,16%) e Torino (+0,15%), che da sola concentra oltre la metà delle imprese piemontesi. Segnali positivi ma più deboli arrivano da Cuneo (+0,13%) e Asti (+0,12%), mentre Alessandria e Vercelli (+0,05%) e Biella (+0,03%) chiudono la classifica con tassi di crescita minimi ma comunque positivi.
“I dati mostrano un Piemonte a due velocità, dove l’apparente stabilità nasconde trasformazioni strutturali significative. A trainare la crescita sono le società di capitale e i servizi, mentre manifattura, commercio e agricoltura restano in affanno”, commenta Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte. “La sfida è accompagnare tutti i settori nella transizione, sostenendo l’innovazione e garantendo uno sviluppo equilibrato per l’intera regione”.
