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Piemonte, rallenta la domanda di lavoro ma cresce il mismatch delle competenze

Le imprese piemontesi prevedono 20.580 assunzioni nel mese di dicembre 2025, che salgono a 81.540 nel trimestre dicembre 2025–febbraio 2026. È quanto emerge dal Bollettino Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, che segnala però un calo significativo della domanda occupazionale: –15,5% su base annua nel mese e –11.600 assunzioni nel confronto trimestrale.

Nonostante il rallentamento, resta elevata la difficoltà di reperimento del personale. Quasi una figura su due (49,3%) è considerata di difficile copertura, percentuale superiore alla media nazionale (46%). Le imprese indicano come principali cause la mancanza di candidati idonei e l’inadeguata preparazione.

I servizi concentrano la quota maggiore delle entrate previste (72,8%), con il turismo in testa, seguito da commercio e servizi alle persone. L’industria rappresenta il 23,4% della domanda, in calo rispetto a dicembre 2024, mentre il settore primario pesa per il 3,4%.

Dal punto di vista professionale, il 35% delle assunzioni riguarda professioni commerciali e dei servizi, il 26% operai specializzati e conduttori di impianti, il 19% dirigenti, tecnici e specialisti. Proprio tra operai specializzati e profili ad alta qualificazione si registrano le maggiori criticità di reperimento, con punte molto elevate per le costruzioni, la meccanica e le scienze della vita.

Sul fronte dei titoli di studio, risultano particolarmente difficili da trovare i profili con formazione Its, laurea e qualifica professionale, soprattutto negli indirizzi chimico-farmaceutico, medico e impiantistico.

Il quadro che emerge è quello di un mercato del lavoro in frenata, ma ancora segnato da un forte disallineamento tra domanda e offerta, che continua a rappresentare uno dei principali vincoli alla crescita delle imprese piemontesi.

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