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Nel periodo aprile-giugno il Pil è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,0% su base annua. Un risultato che, secondo l’associazione, supera le previsioni di molti analisti e porta la crescita acquisita per il 2026 allo 0,8%, due decimali in più rispetto alla precedente stima.È quanto evidenzia Confesercenti, commentando i dati diffusi dall’Istat sul Prodotto interno lordo (Pil).

Confesercenti sottolinea tuttavia che le prospettive per la seconda parte dell’anno restano condizionate dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e dal permanere dei prezzi dell’energia su livelli elevati.

Secondo l’associazione, la resilienza dell’economia italiana è riconducibile soprattutto alla tenuta del mercato interno. Il contributo della domanda estera netta è risultato negativo, mentre industria e agricoltura hanno registrato una flessione del valore aggiunto. A sostenere la crescita sono stati invece il settore dei servizi e la domanda interna.

Pur definendo incoraggiante il dato sul Pil, Confesercenti invita a non sottovalutare le difficoltà che continuano a interessare molte piccole e medie imprese. I consumi delle famiglie rappresentano ancora il principale motore dell’economia, ma rimangono frenati dall’incertezza e dall’aumento dei costi, in un contesto in cui anche la crescita dell’occupazione appare meno dinamica.

Per consolidare la ripresa, l’associazione ritiene prioritario sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, rafforzando la fiducia dei consumatori e favorendo la spesa interna. Allo stesso tempo, chiede incentivi agli investimenti delle imprese e un alleggerimento degli oneri fiscali e burocratici che gravano sulle attività economiche, con particolare attenzione alle realtà di minori dimensioni.

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