Secondo la stima preliminare diffusa dall’Istat, il Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, registra un aumento.
Il secondo trimestre del 2026 ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative rispetto ai tre mesi precedenti e una giornata lavorativa in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’aumento congiunturale del Pil è sostenuto dalla crescita del valore aggiunto nei servizi, mentre si registra una flessione nei comparti dell’agricoltura e dell’industria. Dal lato della domanda, il contributo positivo della componente nazionale, al lordo delle scorte, è stato parzialmente compensato dall’apporto negativo della domanda estera netta.
Secondo l’Istat, la variazione acquisita del Pil per l’intero 2026, corretta per gli effetti di calendario, si attesta allo 0,8%. L’Istituto ricorda inoltre che il 2026 dispone di tre giornate lavorative in più rispetto al 2025, elemento che incide sul confronto annuale.
