La Sezione autonomie della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 22/Sezaut/2025/Frg, il referto sullo stato di attuazione del Pnrr negli enti territoriali aggiornato al 28 agosto 2025, analizzando gestione finanziaria, andamento della spesa e rendicontazione dei progetti sulla base dei dati della piattaforma ReGiS e dei controlli svolti dalle Sezioni regionali, direttamente coinvolte nel monitoraggio delle realizzazioni sul territorio.
Dal quadro emerge il ruolo centrale dei Comuni, che detengono il primato sia per numero di progetti – 63.530 su 96.082 complessivamente finanziati, anche solo in parte, con risorse Pnrr – sia per volumi finanziari, pari a 24,5 miliardi di euro su 47,5 totali, mentre Regioni e Province autonome gestiscono 29.049 interventi per risorse lievemente inferiori a 18,2 miliardi, con un costo medio per progetto più elevato. Dal punto di vista territoriale, nel Mezzogiorno la quota di risorse supera stabilmente il 40%, mentre nel Nord Ovest si registra la maggiore concentrazione degli investimenti. In termini di avanzamento finanziario, risulta impegnato il 59,2% dei 60,8 miliardi complessivi necessari alla realizzazione degli interventi, mentre i pagamenti si attestano poco sotto il 30% del costo totale, percentuale che sale a quasi il 32%, pari a oltre 15 miliardi, se si considerano le sole risorse Pnrr, un andamento che la Corte giudica coerente con il piano dei costi, dal quale emerge che circa un terzo dei progetti finanziati risulta già realizzato.
L’analisi conferma tuttavia un avanzamento più lento per i lavori pubblici, fermi al 30,1%, pur assorbendo la quota maggiore delle risorse, circa 40 miliardi, pari al 68% del totale, a causa della complessità degli interventi e dei tempi di esecuzione, mentre l’acquisto o la realizzazione di servizi registra un utilizzo del 37,8%, la concessione di contributi del 41% e l’acquisto di beni del 44,9%. La magistratura contabile evidenzia inoltre come le realizzazioni possano aver risentito dell’andamento dei trasferimenti da parte delle amministrazioni titolari, che alla data di osservazione hanno erogato 11,9 miliardi di euro, a fronte di pagamenti effettuati dagli enti territoriali per 15,1 miliardi, con un’anticipazione di oltre 3,2 miliardi a carico degli enti stessi. Sul piano procedurale, l’esame di un sottoinsieme di 42.867 progetti, per un valore di quasi 5,8 miliardi, mostra che la maggioranza degli interventi si colloca nelle fasi di esecuzione (75,4%) o di collaudo e verifica (circa 24%).
Dal controllo delle Sezioni regionali emergono infine alcune criticità sui tempi di completamento, con lievi ritardi per circa la metà dei progetti, anche se la media ponderata dei tempi di realizzazione indica, nella maggior parte dei casi, un recupero dei ritardi iniziali nella fase in corso, lasciando intravedere una accelerazione dell’attuazione in vista delle scadenze previste.
