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Politecnico di Torino installa sul Monte Rosa la stazione permanente Gnss più alta d’Europa

La nuova infrastruttura scientifica consentirà di raccogliere dati continui in uno degli ambienti alpini più estremi e sensibili agli effetti del cambiamento climatico, con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio dei ghiacciai alpini, dei fenomeni di dissesto idrogeologico e dell’evoluzione del territorio montano.

L’installazione è stata realizzata da una squadra composta da docenti, ricercatori, dottorandi e tecnici del Politecnico di Torino, con il coordinamento del gruppo di Geomatica del Glacier Lab del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (Diati) e il contributo del Dipartimento di Architettura e Design (Dad).

L’intervento rientra nel progetto di ricerca Mohycam (Modified Hyrogeological hazards under complex ClimAte and environmental conditions: Monitoring activities and mitigation strategies), finanziato da Fondazione Cariplo, che coinvolge il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, l’Università di Milano e il Comune di Macugnaga, territorio recentemente interessato da eventi calamitosi.

La stazione Gnss è stata installata sulla cresta Signal, individuata come unico punto sufficientemente stabile per ospitare l’antenna in condizioni di alta quota. La spedizione ha richiesto una complessa preparazione tecnica e logistica, con il trasporto dei materiali tramite elicottero e l’accesso della squadra di supporto attraverso la tradizionale via alpinistica.

I dati raccolti permetteranno di analizzare la dinamica del territorio alpino e supportare attività di monitoraggio a lungo termine, contribuendo alla prevenzione dei rischi naturali.

La tecnologia Gnss consentirà inoltre di migliorare la precisione dei rilievi territoriali: la stazione potrà fornire correzioni e dati in tempo reale ad altri ricevitori operanti sul territorio, aumentando l’affidabilità delle misurazioni.

La struttura è stata progettata per operare in condizioni estreme: temperature molto basse, forte esposizione e difficoltà logistiche hanno richiesto materiali speciali e soluzioni tecnologiche dedicate. Con il supporto della società fornitrice Stonex, è stato sviluppato un prototipo di strumentazione adattato alle condizioni ambientali più severe, sulla base anche di esperienze maturate in ambito antartico.

L’alimentazione della stazione è garantita da pannelli solari e batterie tampone monitorate da remoto, mentre i dati acquisiti vengono trasmessi in tempo reale al laboratorio di Topografia del Politecnico di Torino per l’elaborazione.

La nuova infrastruttura entrerà a far parte di un più ampio sistema di monitoraggio multi-sensore, integrando osservazioni Gnss, rilievi con droni (Uav), immagini aeree e dati satellitari.

“Questa stazione ci consentirà di osservare nel tempo l’evoluzione dei ghiacciai e dei fenomeni di dissesto in uno degli ambienti alpini più sensibili agli effetti del cambiamento climatico”, ha spiegato Alberto Cina, già docente di Geomatica al Diati e responsabile tecnico-scientifico dell’installazione.

“L’integrazione con la stazione meteorologica di Arpa Piemonte già presente alla Capanna permetterà di studiare il rapporto tra condizioni atmosferiche e dati satellitari – ha sottolineato Vincenzo Di Pietra, docente di Geomatica al Diati e referente scientifico del progetto Mohycam– migliorando la comprensione dei fenomeni che influenzano i segnali Gnss”.

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