È quanto ha affermato Andrea Prete, presidente di Unioncamere, intervenendo alla Conferenza nazionale delle Camere di commercio, apertasi a Paestum.
Secondo Prete, l’Europa dispone di un importante vantaggio competitivo rappresentato da un mercato unico di 450 milioni di cittadini e un’economia da circa 18.000 miliardi di euro, una dimensione che può diventare una leva strategica per rafforzare il ruolo del continente nello scenario globale. Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, non basta una politica industriale comune: occorre completare il percorso verso un autentico mercato unico europeo dei capitali.
“È fondamentale costruire una vera Unione dei Mercati dei Capitali”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, evidenziando la necessità di mobilitare il consistente risparmio privato europeo verso investimenti produttivi e strategici. Le risorse potrebbero essere indirizzate a settori chiave quali infrastrutture, innovazione, energia e tecnologia, contribuendo a sostenere la competitività e la resilienza dell’economia europea.
Prete ha ricordato come, secondo le stime della Commissione europea, circa 10.000 miliardi di euro di risparmi delle famiglie europee siano oggi detenuti sotto forma di depositi bancari a basso rendimento, anziché essere investiti nei mercati dei capitali, dove potrebbero generare maggiori opportunità di crescita e sviluppo.
Nel suo intervento, il presidente di Unioncamere ha inoltre richiamato l’esperienza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), definendola una tappa significativa nel processo di rafforzamento delle politiche europee comuni. “Il Pnrr non deve restare un’esperienza isolata, ma rappresentare il primo esempio di un nuovo modo di procedere in Europa”, ha affermato, sottolineando come una maggiore capacità di investimento condiviso sia essenziale per conseguire quella autonomia strategica europea sempre più necessaria nell’attuale contesto internazionale.

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