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Previdenza complementare, partono le regole per l’adesione automatica

Le disposizioni, introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), modificano le modalità di destinazione del Trattamento di fine rapporto (Tfr) maturando al momento dell’assunzione, introducendo procedure differenti a seconda della storia contributiva del lavoratore.

Per i neoassunti al primo impiego, è previsto un termine di 60 giorni entro il quale scegliere se destinare il Tfr a una forma di previdenza complementare oppure mantenerlo presso il datore di lavoro. In assenza di una scelta espressa, scatterà l’adesione automatica al fondo pensione collettivo previsto dal contratto collettivo applicato in azienda o, qualora non esista, al fondo pensione residuale individuato dalla normativa.

Cambiano le regole anche per i lavoratori già occupati in passato e che abbiano aderito a una forma pensionistica complementare con conferimento del Tfr. In questo caso, entro 60 giorni dall’inizio del nuovo rapporto di lavoro, dovranno comunicare al datore di lavoro il fondo pensione al quale destinare il Tfr maturando.

Non sarà più possibile scegliere di lasciare il Tfr in azienda, salvo il caso in cui la precedente posizione previdenziale sia stata integralmente riscattata. La misura punta a garantire la continuità della posizione previdenziale e a rafforzare la diffusione della previdenza complementare tra i lavoratori dipendenti.

Le nuove disposizioni rappresentano un passaggio rilevante sia per i lavoratori, chiamati a effettuare una scelta consapevole sulla destinazione del proprio Tfr, sia per le imprese, che dovranno adeguare le procedure di assunzione e di raccolta delle opzioni previste dalla normativa.

Per supportare lavoratori e datori di lavoro nell’applicazione delle nuove regole, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato una sezione di Faq dedicata all’adesione automatica alla previdenza complementare, con chiarimenti sulle modalità operative e sulle principali novità in vigore dal 1° luglio 2026.

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