Accordo tra Inps e Svb per affrontare demografia, lavoro e intelligenza artificiale. Un nuovo patto europeo sul welfare per governare le trasformazioni demografiche, tecnologiche e occupazionali che stanno ridefinendo il futuro della protezione sociale. È questo il messaggio politico ed economico lanciato da Gabriele Fava ad Amsterdam, dove è stato firmato un accordo strategico tra Inps e Sociale Verzekeringsbank, l’istituto previdenziale olandese.
L’intesa apre una nuova fase di cooperazione europea sui temi della previdenza, della digitalizzazione dei servizi pubblici, della sostenibilità sociale e dell’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di welfare.
Il welfare europeo cambia paradigma
Secondo Fava, il welfare continentale è entrato in una fase storica completamente nuova, in cui la sostenibilità dei sistemi previdenziali non dipende più soltanto dalle regole pensionistiche, ma dalla capacità di integrare:
- lavoro e produttività
- demografia e invecchiamento
- innovazione tecnologica
- coesione sociale
- qualità dell’occupazione
“Le grandi trasformazioni sociali non possono più essere affrontate da singoli Stati in ordine sparso”, ha spiegato il presidente Inps, proponendo che l’Italia ospiti nel 2027 un grande vertice europeo degli enti previdenziali: un vero “G27 del welfare e della previdenza”.
L’obiettivo è costruire una governance comune europea capace di affrontare le fragilità generate da calo demografico, transizione digitale, automazione del lavoro,sostenibilità finanziaria dei sistemi sociali.
Accordo Inps-Svb
L’intesa firmata ad Amsterdam da Gabriele Fava e Diana Starmans prevede cooperazione operativa tra gli istituti, interoperabilità dei sistemi, condivisione di competenze e dati, confronto sui casi complessi,sviluppo di modelli comuni di protezione sociale
Intelligenza artificiale e welfare generativo
Al centro del confronto anche il ruolo dell’AI nei servizi pubblici. Per Fava, l’intelligenza artificiale deve rappresentare uno strumento di prossimità sociale e non soltanto di efficientamento burocratico.
L’Inps punta infatti sul modello del “welfare generativo”, fondato su:
- personalizzazione dei servizi
- anticipazione dei bisogni
- gestione basata sugli eventi della vita delle persone
- semplificazione amministrativa
Una visione che l’istituto considera esportabile a livello europeo.
Verso una banca dati europea del lavoro
Sul fronte operativo, il Direttore Generale Valeria Vittimberga ha indicato la necessità di costruire una vera infrastruttura europea integrata per lavoro e previdenza.
Tra gli obiettivi: tracciabilità in tempo reale delle carriere contributive, interoperabilità tra sistemi nazionali, riduzione degli oneri amministrativi,maggiore capacità predittiva delle istituzioni
L’Italia, secondo Vittimberga, sarebbe pronta a svolgere un ruolo guida nella creazione di una banca dati europea interoperabile del lavoro, fondata su standard comuni.
Competitività e coesione sociale
L’iniziativa si inserisce in un momento delicato per l’Europa, stretta tra rallentamento economico, crisi demografica e trasformazioni del mercato del lavoro.
Non può esistere competitività economica senza una nuova architettura europea della protezione sociale, è questo il messaggio che arriva da Amsterdam.
La revisione del Regolamento Ue sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale rappresenta, in questo quadro, uno dei dossier strategici destinati a ridefinire il futuro del welfare continentale.
