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Previdenza, firmato accordo triennale tra Ministero del Lavoro e Mefop per rafforzare l’alfabetizzazione dei cittadini

L’accordo punta a consolidare la collaborazione tra istituzioni e operatori del settore, con l’obiettivo di accrescere il livello di consapevolezza previdenziale di lavoratori, cittadini e datori di lavoro.

Il protocollo prevede la realizzazione di iniziative congiunte di studio, formazione e informazione sui temi della previdenza obbligatoria e complementare, oltre che del welfare integrativo. Tra le attività programmate figurano anche approfondimenti sulle novità introdotte dalla Manovra 2026 e lo sviluppo di strumenti utili a favorire una pianificazione previdenziale lungo l’intero arco della vita lavorativa.

Il contesto di riferimento evidenzia ampi margini di crescita. Attualmente, la previdenza complementare coinvolge circa 9 milioni di italiani, ma resta ancora limitata soprattutto tra giovani e lavoratori con carriere discontinue. In questa direzione si inseriscono le nuove misure previste dal 2026: dal 1° luglio scatterà l’adesione automatica per i nuovi assunti, accompagnata da un aumento del tetto di deducibilità fiscale a 5.300 euro annui e da un innalzamento della quota massima di capitale liquidabile al pensionamento al 60%.

Secondo il ministro Marina Calderone, l’intesa rappresenta “un impegno concreto per la tutela del futuro dei lavoratori e delle loro famiglie”, sottolineando come, in un sistema sempre più basato sul metodo contributivo, la previdenza complementare diventi uno strumento essenziale per integrare il reddito pensionistico. La disponibilità di informazioni chiare e percorsi formativi mirati viene indicata come elemento decisivo per orientare le scelte individuali, in particolare tra le nuove generazioni.

Tra gli ambiti di intervento rientrano anche attività di ricerca e analisi, campagne di comunicazione istituzionale e momenti di confronto tra istituzioni e stakeholder, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza sulle scelte previdenziali. Il presidente di Mefop, Mauro Marè, ha evidenziato come l’accordo rappresenti “un passo importante per consolidare la cultura previdenziale” in un contesto segnato da trasformazioni demografiche e del mercato del lavoro.

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