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Primo semestre 2025: più credito alle imprese, stabilità del rischio ma criticità settoriali

Importi finanziati alle imprese aumentati del 13% nel primo semestre , proseguendo il trend positivo avviato a inizio anno grazie alla riduzione dei tassi di interesse e a condizioni di accesso al credito più favorevoli. Lo rileva l’ultimo Osservatorio Crif sulle Imprese, presentato a Tomorrow Speaks, l’evento annuale dedicato alla crescita sostenibile.

La tenuta del sistema produttivo emerge anche sul fronte della rischiosità: a giugno 2025 il tasso di default medio si attesta al 3,0%, invariato rispetto a fine 2024. Stabili anche i dati per forma giuridica: 3,1% per le società di capitali e 2,9% per società di persone e ditte individuali.

Settori in difficoltà

Nonostante la crescita complessiva, alcune filiere restano in sofferenza.
Il Tessile-Abbigliamento registra un calo delle nuove erogazioni del 7,4% e un tasso di default al 4,6%, penalizzato da crisi strutturale, concorrenza asiatica, dazi statunitensi e cambiamenti nei consumi.
In calo anche le Costruzioni (-4,5% le erogazioni), con un default al 4,3%, complice il venir meno degli incentivi del Superbonus, l’aumento dei costi di produzione e un mercato immobiliare residenziale sotto pressione.

I settori in accelerazione

Tra i comparti che trainano la crescita spiccano Agricoltura: +30,3% di finanziamenti, sostenuti da finanza agevolata e investimenti in ammodernamento; default al 2,2%. Alimentare, bevande e tabacco: +27,3%, anche per l’aumento degli ordini verso gli Usa prima dell’entrata in vigore dei nuovi dazi Trump; default in calo al 3,3%.

Mutui e prestiti in ripresa

Tutte le principali forme di finanziamento mostrano incrementi: Mutui ipotecari: +8,6% Mutui chirografari e prestiti: +24,5%
Stabili invece prestiti auto, leasing e noleggi, in linea con l’andamento delle immatricolazioni.

Imprese innovative meno rischiose e più resilienti

Dall’analisi Crif emerge che circa 485 mila imprese italiane mostrano un’elevata propensione all’innovazione, soprattutto società di capitali (68%) e aziende con fatturato sopra i 2 milioni. Forte la concentrazione al Nord, con la Lombardia che da sola rappresenta il 29%.

Queste imprese mostrano una rischiosità creditizia significativamente inferiore rispetto alla media nazionale e una minore incidenza di ritardi nei pagamenti (8,8% contro 12,7%). Anche nei settori più deboli, le aziende innovative presentano tassi di default quasi dimezzati rispetto alle non innovative, confermando il ruolo dell’innovazione come fattore di competitività e stabilità finanziaria.

 

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