Finanziato con un fondo di 41 milioni di euro istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, volto all’acquisto e all’installazione, da parte dei Comuni, di eco-compattatori per la raccolta selettiva delle bottiglie in Pet, utili al riciclo “bottle to bottle” e agli obiettivi dell’economia circolare.
L’analisi della Corte dei conti, approvata con Delibera n. 2/2026, evidenzia criticità procedurali nell’attuazione, soprattutto sui tempi di erogazione degli acconti e sulla rendicontazione dei Comuni. Risulta infatti concluso solo il primo sportello, relativo al 2021, con un tasso di realizzazione del 77,5%; le revoche e rinunce hanno liberato risorse per circa 2,8 milioni di euro (7% del Programma), non riallocate nonostante la presenza di istanze ammissibili rimaste escluse. Per i restanti sportelli 2022-2024, il tasso di attuazione stimato supera l’80%, seppur basato su dati parziali. La Corte sottolinea il carattere disomogeneo delle informazioni trasmesse da parte dei Comuni beneficiari, che rende complessa una valutazione complessiva degli effetti del Programma e ne evidenzia la necessità di rafforzare i sistemi di raccolta e analisi dei dati, anche per collocare i risultati nel quadro della raccolta differenziata della plastica, in linea con la Direttiva Sup del 2019.
La raccolta selettiva del Pet costituisce uno strumento complementare, il cui contributo resta al momento non determinante ai fini della raccolta differenziata. Difficilmente stimabile è anche il contributo alla costruzione di una filiera diffusa del riciclo del Pet, che richiede il coinvolgimento degli utilizzatori finali, poiché i quantitativi raccolti dipendono dall’uso effettivo dei macchinari e dal livello di sensibilizzazione degli utenti; per i Comuni, i benefici economici possono non compensare i costi di gestione e manutenzione, influenzati da fattori di mercato.
La Corte raccomanda di affiancare agli eco-compattatori campagne informative e sistemi di incentivazione, coordinati con altre iniziative, per ridurre i divari territoriali, considerando che oltre l’80% delle istanze riguarda Comuni del Centro e Sud/Isole, dove la raccolta differenziata è meno sviluppata. Sul piano finanziario, il Programma ha subito un ritardo originario dovuto all’avvio nel terzo esercizio successivo alla costituzione del fondo, ulteriormente aggravato dalle disponibilità di cassa dell’amministrazione e dalla tardiva rendicontazione dei soggetti attuatori.
