I documenti, presentati all’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, sono l’Annuario statistico Istat-Ice “Commercio estero e attività internazionali delle imprese” e il Rapporto Ice Agenzia “L’Italia nell’economia internazionale”.
L’iniziativa si è svolta nell’anno del centenario della fondazione di Istat e Ice e ha riunito rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, con un confronto sulle principali sfide e opportunità per il Made in Italy sui mercati internazionali.
Giunto alla sua 28ª edizione, l’Annuario statistico rappresenta una delle principali fonti informative per analizzare il commercio estero e la presenza delle imprese italiane sui mercati internazionali. La pubblicazione raccoglie oltre mille tavole statistiche, mappe interattive e grafici e, per numerosi indicatori, ricostruisce l’evoluzione degli ultimi dieci anni. Alla realizzazione contribuisce anche la Banca d’Italia.
Il Rapporto “L’Italia nell’economia internazionale”, arrivato alla 40ª edizione, analizza invece il posizionamento competitivo del sistema produttivo italiano nel contesto globale. Lo studio esamina l’andamento dell’economia mondiale e approfondisce importazioni ed esportazioni italiane, mercati di destinazione, dinamiche territoriali e caratteristiche degli operatori attivi sui mercati esteri, oltre alle attività e ai servizi di Ice Agenzia a sostegno delle imprese.
Particolare attenzione è dedicata alla dimensione territoriale dell’export. Nel 2025 la crescita delle esportazioni ha mostrato dinamiche differenti tra le diverse aree del Paese: il Centro ha registrato l’incremento più sostenuto, pari al 13,2%, mentre il Nord-Ovest è cresciuto del 2,3% e il Nord-Est del 2%. Il Mezzogiorno ha invece registrato una contrazione dell’1,2%.
Il Rapporto evidenzia inoltre la forte concentrazione dell’export italiano. Gli operatori con un fatturato all’esportazione superiore a 50 milioni di euro rappresentano l’1,1% dei 126.491 operatori complessivi, ma generano il 60,2% delle vendite all’estero. Tra il 2023 e il 2025, la crescita delle esportazioni è stata sostenuta soprattutto dalle imprese di maggiori dimensioni e dalle multinazionali, in particolare quelle a controllo estero.
Le imprese non multinazionali continuano tuttavia a svolgere un ruolo rilevante nella manifattura. Tra le imprese attive nell’export nel periodo 2017-2025, il 77,8% non appartiene a gruppi multinazionali, mentre le piccole imprese rappresentano oltre la metà del totale.
Nel 2025 le esportazioni di manufatti sono aumentate del 3,2%, consentendo all’Italia di mantenere la quinta posizione tra gli esportatori mondiali di prodotti manifatturieri, con una quota del 3,26%. Nell’Area dell’euro la quota italiana raggiunge l’11,87%.
La crescita è stata sostenuta soprattutto dall’industria farmaceutica, seguita dalla metallurgia, dai prodotti alimentari e dai mezzi di trasporto, con il contributo in particolare di navi e aeromobili, che hanno compensato la flessione degli autoveicoli. In calo anche alcuni comparti tradizionalmente importanti per il Made in Italy, tra cui moda e chimica, mentre la meccanica, primo settore per valore delle esportazioni, ha mantenuto un andamento sostanzialmente stabile.
Positivo anche l’andamento delle esportazioni di servizi, aumentate del 5,6%, grazie soprattutto al contributo del turismo e dei servizi alle imprese.
Sul fronte dei mercati di destinazione, Svizzera e Stati Uniti hanno fornito i contributi più rilevanti alla crescita dell’export italiano nel 2025, seguiti da Spagna e Francia. I dati confermano la capacità del sistema produttivo italiano di mantenere una posizione di rilievo sui mercati internazionali, pur in un contesto caratterizzato da una crescente differenziazione tra settori, dimensioni d’impresa e territori.
