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Rc auto, a luglio premio medio a 646,97 euro: -1,3% in un anno

Il dato annuale mostra una moderata riduzione delle tariffe, ma il confronto sul breve periodo evidenzia una dinamica opposta: rispetto a sei mesi fa, infatti, il premio medio è aumentato del 3,7%. Un andamento che, secondo l’analisi, risente anche di un’inflazione ancora su livelli significativi. È quanto emerge dall’Osservatorio Rc auto Facile.it – Assicurazione.it.

I trend regionali

L’andamento delle tariffe Rc auto presenta differenze significative tra le diverse aree del Paese. A luglio i premi sono diminuiti su base annua nella maggior parte delle regioni italiane, seppure con variazioni molto diverse.

Il calo più consistente è stato registrato in Abruzzo, dove il premio medio è diminuito del 5,4%. Seguono la Sardegna, con un ribasso del 4,4%, e Marche e Calabria, entrambe in calo del 2,8%. Più contenute le riduzioni rilevate in Toscana, -2,7%, Puglia, -2,4%, e Campania, -2,3%.

In controtendenza alcune regioni, dove i prezzi delle polizze sono invece aumentati. Il rialzo maggiore è stato registrato in Trentino-Alto Adige, con una crescita del 6,5% nell’ultimo anno. Seguono Friuli-Venezia Giulia e Sicilia, entrambe con un incremento del 2,2%.

Campania ancora la regione più cara

Nonostante la riduzione registrata su base annua, la Campania si conferma la regione italiana dove assicurare un’automobile costa di più. A luglio il premio medio è stato pari a 1.010,11 euro, un valore superiore del 56% rispetto alla media nazionale.

Al secondo posto si colloca il Lazio, con un premio medio di 698,05 euro, mentre la Puglia completa il podio con 692,69 euro.

Sul fronte opposto, il Friuli-Venezia Giulia si conferma la regione più conveniente: a luglio il premio medio è stato di 456,73 euro. Seguono il Trentino-Alto Adige, con 501,81 euro, e il Veneto, con 532,18 euro.

«Il trend annuale al ribasso è stato registrato in gran parte delle regioni italiane», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Se guardiamo ad un arco temporale ridotto, però, vediamo che rispetto a 6 mesi fa le tariffe sono in aumento del 3,7% e questo perché l’inflazione è ancora su livelli non trascurabili. È comunque presto per dire quale sarà la tendenza dei prossimi mesi».

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