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Venti minuti di colloquio tra il Papa e il sovrano del Regno hashemita Abdullah II, accompagnato dal seguito. Tra i due una lunga conoscenza

Un dialogo molto cordiale, ha riferito il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, tra il Papa e il sovrano del Regno Hashemita, con il quale c’è una lunga conoscenza, iniziata dal primo incontro nel 2014 in occasione del viaggio di Francesco in Terra Santa che aveva previsto anche una tappa ad Amman.

Sua Maestà aveva ricevuto nel marzo scorso in udienza presso l’Al Husseiniya Palace il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, monsignor Paul Richard Gallagher, nell’ambito del viaggio del presule in Giordania. In quella occasione, oltre a ricordare l’amicizia tra il Papa e il Re, era stato rimarcato quanto siano eccellenti le relazioni diplomatiche tra la Giordania e la Santa Sede, che in trent’anni hanno portato frutti di collaborazione e di accresciuta stima reciproca.

Oltre a condividere la seria preoccupazione per la situazione a Gaza, l’auspicio per un cessate il fuoco immediato e la necessità di soccorrere la popolazione palestinese, durante l’udienza con Gallagher era stata ribadita l’importanza cruciale di rispettare lo status quo nei Luoghi Santi a Gerusalemme, città santa per le tre grandi religioni monoteistiche, soprattutto durante Santo Mese del Ramadan.

 

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