Nel 2025 gli asset valutati secondo criteri Esg superano quota 500.000, in crescita del 140% rispetto al 2024, secondo i dati di Gresb. Un salto dimensionale che conferma il passaggio dei criteri ambientali, sociali e di governance da leva reputazionale a driver strategico degli investimenti.
L’accelerazione arriva in un contesto di forte pressione sul settore: secondo Unep, edilizia e costruzioni sono responsabili del 34% delle emissioni globali di CO₂ e del 32% dei consumi energetici.
Al centro di questa evoluzione si afferma la Tassonomia Europea, sempre più utilizzata come riferimento per orientare capitali e progetti verso asset sostenibili. Il framework introduce criteri misurabili che stanno guidando la riallocazione degli investimenti e imponendo standard più stringenti lungo tutta la filiera immobiliare.
In questo scenario, benchmark come GRESB assumono un ruolo chiave nel valutare il grado di integrazione dei fattori ESG e l’allineamento alle nuove richieste regolatorie e degli investitori.
Italia in trasformazione
Il trend globale si riflette anche in Italia, dove il real estate si avvia a diventare un motore di rigenerazione urbana e innovazione. Secondo le stime, le emissioni del settore immobiliare nel Paese potrebbero quasi dimezzarsi entro il 2050, passando da 26,63 a 13,46 kg/m² (-49,5%).
Una dinamica sostenuta anche dalla crescente diffusione del modello B Corp, che riunisce oltre 9.000 aziende nel mondo e promuove standard elevati di sostenibilità, trasparenza e responsabilità.
“La sostenibilità non può più essere affrontata a livello di singola organizzazione, ma richiede un’integrazione lungo tutta la catena del valore”, sottolinea Carlo Rossini, alla guida di Eetra.
Proprio Eetra ha promosso a Milano la prima edizione di “Re Impact”, evento dedicato alla rigenerazione sostenibile della filiera immobiliare, riunendo imprese, operatori e investitori. Al centro del confronto, l’integrazione operativa dei criteri ESG dalla finanza alla progettazione fino alla realizzazione degli asset.
Tra i temi chiave emersi, il ruolo della circolarità dei materiali, dell’innovazione nei processi produttivi e della logistica sostenibile. Un approccio che punta a trasformare l’intera filiera in un sistema integrato capace di generare valore ambientale ed economico.
In questo contesto, anche la logistica evolve da funzione accessoria a leva strategica. “Non è più solo trasporto, ma uno strumento per rendere più efficienti e sostenibili i processi industriali”, ha evidenziato Costanza Musso.n La combinazione tra finanza sostenibile, regolazione europea e innovazione industriale sta ridefinendo modelli operativi e criteri di valore.
Per il settore immobiliare, tradizionalmente tra i più impattanti sul piano ambientale, la sfida è ora tradurre questa accelerazione in risultati concreti e misurabili lungo tutta la filiera.
