Il commercio di prossimità resta un presidio fondamentale per la vitalità economica e sociale dei territori, ma continua a ridursi in modo strutturale. Negli ultimi 13 anni in Italia sono scomparsi oltre 130mila esercizi commerciali al dettaglio, con il numero delle imprese sceso dalle 817mila del 2011 alle circa 645mila del 2024, pari a un calo del 16%. È in questo contesto che prendono forma due nuove iniziative volte a contrastare la desertificazione commerciale: l’Osservatorio Reciprocità & Commercio Locale, realizzato da Nomisma, e il Manifesto contro la desertificazione commerciale, promosso da Percorsi di Secondo Welfare.
I progetti sono stati presentati a Bologna e mirano a fornire strumenti di analisi e indirizzo per rilanciare l’economia di prossimità, valorizzando il ruolo dei negozi di vicinato nella coesione sociale e nella rigenerazione urbana.
Secondo i dati preliminari dello studio “Il valore della reciprocità”, condotto da Nomisma nell’ambito del nuovo Osservatorio, oltre quattro italiani su cinque (84%) ritengono che i negozi di prossimità favoriscano l’economia locale. Per l’81% contribuiscono a rendere vive le città, mentre il 72% riconosce loro un impatto sociale positivo, che va oltre la funzione commerciale.
Dal lato dei comportamenti di consumo, la vicinanza e la qualità dei prodotti restano le principali leve a favore degli acquisti nei negozi di quartiere. Persistono però alcune criticità: il 56% degli intervistati percepisce prezzi più elevati, il 48% segnala una minore varietà dell’offerta e il 25% dichiara di essere abituato a comprare altrove. Nonostante ciò, a parità di qualità, solo il 14% degli italiani non sarebbe disposto a pagare un prezzo maggiore per prodotti alimentari acquistati nei negozi di vicinato, quota che sale al 18% per i beni non alimentari. Le aspettative indicano inoltre una crescita degli acquisti di specialità locali e prodotti freschi nei prossimi due o tre anni.
Accanto all’Osservatorio, Percorsi di Secondo Welfare, laboratorio dell’Università degli Studi di Milano, ha elaborato un Manifesto in dieci punti per contrastare la desertificazione commerciale. Il documento è frutto di interviste e focus group con amministratori locali, operatori ed esperti e propone un approccio integrato, sociale e orientato alle comunità, per sostenere il commercio locale.
L’indagine Nomisma evidenzia inoltre una forte attenzione degli italiani alle azioni sociali: il 91% considera la reciprocità un valore importante e l’85% ritiene che favorisca ambienti collaborativi. Tra i benefici principali emergono la fiducia (26%), l’etica (18%), l’equilibrio nelle relazioni (17%) e la coesione sociale (16%). Guardando al futuro, il 44% degli italiani prevede di aumentare il proprio impegno sociale nei prossimi anni.
L’Osservatorio Reciprocità & Commercio Locale, i cui risultati completi saranno presentati all’inizio del 2026, si propone di diventare uno strumento permanente di monitoraggio e valutazione, con il supporto di istituzioni, imprese e associazioni. L’obiettivo è promuovere modelli replicabili e politiche efficaci per contrastare una crisi silenziosa che sta ridisegnando il volto economico e sociale di molte città italiane.
«Il concetto chiave è quello di reciprocità», spiega Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma, «intesa come un’azione positiva che genera un circolo virtuoso a beneficio dell’intero contesto territoriale. I primi risultati dell’indagine mostrano una forte consapevolezza di questo valore nella vita quotidiana».
«L’obiettivo è costruire un quadro di riferimento condiviso e operativo», sottolinea Valentino Santoni di Percorsi di Secondo Welfare, «capace di raccogliere esperienze, validare soluzioni e trasformarle in politiche concrete per i territori».
