Un approccio lungimirante e proattivo per garantire che l’Ue prosperi in tempi turbolenti, anticipi nuove sfide e crei uno spazio sicuro per i cittadini e le imprese.
La relazione “Resilienza 2.0” riconosce varie megatendenze: le transizioni climatica e ambientale stanno accelerando, le preoccupazioni in materia di sicurezza sono in aumento e la concorrenza globale sta rimodellando le economie e le società. Allo stesso tempo, l’Europa si trova ad affrontare questioni relative alla sua autonomia strategica, alla competitività, alla coesione sociale e alla tutela della democrazia e dei valori fondamentali.
La portata e la complessità delle sfide future richiedono ai responsabili politici di prendere in considerazione scenari sconosciuti o persino difficili da immaginare. La relazione fa della previsione una caratteristica costante dell’elaborazione delle politiche dell’Ue. A partire dal 2026, le relazioni annuali di previsione non si limiteranno ad analizzare le tendenze, ma verificheranno in che modo i diversi scenari futuri inciderebbero sull’Europa e utilizzeranno tali informazioni per definire le politiche a tutti i livelli.
La relazione 2025 individua otto settori d’azione in cui l‘Europa può rafforzare la propria resilienza:-
- costruire una visione globale per l’Ue quale partner forte, stabile e affidabile a livello nazionale e mondiale;
- amplificare la sicurezza interna ed esterna con un approccio tecnologicamente avanzato;
- sfruttare il potere della tecnologia e della ricerca per sostenere la prosperità e i valori;
- rafforzare la resilienza economica a lungo termine per assorbire gli shock e sostenere la crescita;
- sostenere il benessere sostenibile e inclusivo nell’ambito del modello sociale europeo;
- ripensare l’istruzione e le competenze per prepararsi al cambiamento tecnologico e sociale;
- salvaguardare la democrazia, la libertà dei media e la coesione sociale, contrastando nel contempo la disinformazione;
- anticipare la trasformazione demografica e promuovere l’equità intergenerazionale.
