Il mondo delle imprese italiane rafforza il proprio impegno sul fronte della responsabilità sociale e del Terzo Settore, con un’espansione significativa delle attività di volontariato aziendale. Nel 2026 sono oltre 75mila le imprese che hanno avviato iniziative a sostegno delle comunità e del benessere dei dipendenti, contribuendo a consolidare un modello di impresa sempre più attento all’impatto sociale delle proprie attività.
Tra queste, circa 3mila aziende hanno scelto una forma più strutturata di coinvolgimento, mettendo a disposizione del Terzo Settore le competenze professionali dei propri dipendenti. Si tratta di un approccio che va oltre la tradizionale attività di volontariato, integrando conoscenze tecniche e specialistiche nei progetti delle organizzazioni non profit e delle Onlus.
Il fenomeno è stato evidenziato da Unioncamere nel corso dell’iniziativa “Volontari@work”, promossa da Terzjus in collaborazione con Italia non profit e il Forum Terzo Settore, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Secondo le analisi presentate, il volontariato di competenza sta assumendo un ruolo crescente come strumento di connessione tra sistema produttivo e bisogni sociali.
Il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, ha sottolineato come il volontariato rappresenti un elemento centrale di coesione sociale e solidarietà. In particolare, il volontariato di competenza viene descritto come una forma evoluta di cittadinanza attiva, nella quale i lavoratori mettono a disposizione non solo il proprio tempo, ma anche il proprio capitale professionale, contribuendo allo sviluppo delle organizzazioni del Terzo Settore.
Secondo Tripoli, questa modalità di impegno consente all’economia di integrarsi in modo più diretto con il sociale, offrendo un supporto concreto alle realtà non profit e contribuendo ad affrontare sfide sempre più complesse, incluse quelle legate alla trasformazione digitale.
Il crescente coinvolgimento delle imprese in attività di responsabilità sociale evidenzia una tendenza strutturale: l’impresa non è più soltanto soggetto economico, ma anche attore sociale chiamato a contribuire alla coesione dei territori e al rafforzamento del capitale umano e relazionale.
