Secondo i dati del Centro Studi Confimprese, presentati al Retail Summit di Baveno, il settore prevede quasi 6mila nuove aperture tra negozi diretti e franchising entro la fine del 2026, con una ricaduta occupazionale stimata in oltre 35mila nuovi posti di lavoro.
Le imprese mantengono un approccio orientato al medio-lungo periodo: l’85% dei retailer conferma infatti i programmi di espansione anche sui mercati internazionali, considerati una leva strategica di crescita e diversificazione.
Nel dettaglio, la ristorazione prevede 1.718 nuove aperture, il comparto abbigliamento e accessori 1.353, mentre il segmento altro retail – che comprende casa, arredo, elettronica, telefonia e cura della persona – guida la crescita con 2.892 nuovi punti vendita, dopo il rallentamento registrato nel 2025.
Sul fronte dei consumi emergono segnali di graduale miglioramento. Dopo un primo quadrimestre chiuso con una flessione dello 0,5%, il mese di maggio ha registrato un incremento del 3,7%, riportando il saldo dell’anno in territorio positivo. Nello stesso mese l’abbigliamento ha segnato la performance migliore (+6,2%), seguito dalla ristorazione (+4,5%), mentre l’altro retail è rimasto leggermente negativo (-0,4%).
Per quanto riguarda i canali distributivi, i centri commerciali hanno registrato a maggio una crescita del 5,2%, davanti ai negozi di prossimità (+3,9%), mentre le high street sono tornate in positivo con un +0,8%, secondo l’Osservatorio permanente sui consumi Confimprese-Jakala.
Le aspettative sui ricavi restano tuttavia prudenti. Per il 2026 il settore stima una crescita media del fatturato dello 0,5%, con differenze tra i comparti: altro retail (+2%), ristorazione (+0,3%) e abbigliamento (-2%).
Secondo Marco Di Dio Roccazzella, managing director e global retail & consumer di Jakala, la competitività del settore dipenderà sempre più dalla capacità delle imprese di integrare dati, intelligenza artificiale e analisi dei comportamenti di consumo per rendere più efficaci le decisioni di investimento. Una trasformazione che, insieme alla personalizzazione dell’esperienza d’acquisto, rappresenta uno dei principali fattori di sviluppo del retail nei prossimi anni.
«Le aziende stanno investendo in modo sempre più selettivo, privilegiando location ad alto potenziale, format più efficienti e una maggiore integrazione tra negozio fisico e digitale», ha dichiarato Mario Resca, presidente di Confimprese, sottolineando come le strategie di sviluppo continuino a guardare oltre la volatilità congiunturale dei consumi.

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