Quando si verifica una catastrofe o un incidente, ogni minuto conta e nessun Paese può farcela da solo. Incendi boschivi, pandemia di Covid-19 e crescenti minacce alla sicurezza hanno messo l’Europa di fronte a sfide complesse. Dietro le quinte, però, opera un sistema robusto: il meccanismo unionale di protezione civile, con al centro rescUe, la riserva strategica europea pronta a intervenire quando i sistemi nazionali raggiungono i propri limiti. La Corte dei conti europea sta attualmente conducendo un audit sul meccanismo, la cui relazione sarà pubblicata a fine giugno.
Il meccanismo di protezione civile dell’Ue (Ucpm) riunisce gli Stati membri dell’Ue e dieci Stati non-Ue, con il sostegno della Commissione europea, per migliorare prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi. Pur restando ogni Paese responsabile della protezione dei propri cittadini, l’Ucpm consente di fornire aiuti rapidamente ed efficacemente dove più servono.
Al centro di questo sistema c’è rescEu, la riserva strategica europea: un vero e proprio piano di backup in tempi di crisi, che include aerei ed elicotteri antincendio, capacità di evacuazione sanitaria, ospedali da campo, ricoveri d’emergenza, risorse energetiche, materiale medico e strumenti specialistici per emergenze chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari.
La necessità di rescEu è cresciuta rapidamente a causa di rischi più complessi e imprevedibili, come la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, la pandemia di Covid-19 e l’impatto dei cambiamenti climatici. L’Ucpm è stato attivato oltre 694 volte tra il 2020 e il 2024, quattro volte più spesso rispetto al quinquennio precedente.
Per far fronte alla crescente domanda, l’Ue ha destinato 3,7 miliardi di euro all’Ucpm nell’ambito del bilancio 2021-2027, di cui 2,9 miliardi riservati a rescEu. Guardando avanti, la Commissione europea ha presentato una proposta legislativa per un nuovo regolamento Ucpm e per il sostegno alla preparazione e risposta alle emergenze sanitarie, con un bilancio previsto di 10,7 miliardi di euro per il periodo 2028-2034.
Vista l’importanza degli investimenti, la Corte dei conti europea sta conducendo un audit per valutare se rescEu è stato ben pianificato, attuato e utilizzato. Le raccomandazioni aiuteranno i decisori politici a rafforzare il sistema di protezione civile dell’Ue, rendendolo più solido e resiliente. La relazione finale sarà pubblicata sul sito della Corte.
