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Ricambio generazionale in agricoltura prosegue il suo iter la proposta di legge su imprenditoria giovanile

Creare un’unica “Banca delle Terre Agricole” che faccia ordine tra i diversi strumenti già presenti a livello nazionale e regionale, dare vita a un Osservatorio dedicato con la partecipazione attiva degli under 40 del settore e superare i limiti Ue sul de minimis agricolo per sostenere l’accesso al credito. Queste alcune delle istanze avanzate da Agia, l’Associazione dei giovani imprenditori di Cia-Agricoltori Italiani, nell’incontro organizzato, oggi, alla Camera dei deputati per supportare ogni azione destinata a favorire il ricambio generazionale in agricoltura. Alla Sala della Lupa, con Agia-Cia, i presidenti nazionali Enrico Calentini e Cristiano Fini, l’On. Mirco Carloni, primo firmatario della Proposta di legge sull’imprenditoria giovanile nel settore, ma anche il contribuito di esperti e tecnici, Ismea e Ceja.

 “Per la prima volta –ha esordito il presidente di Agia-Cia, Calentini- un’associazione di giovani agricoltori viene ospitata a Montecitorio per inaugurare una nuova visione, di lungo periodo, sul rinnovamento del comparto e siamo lieti di farlo nella stagione importante dell’approvazione, da parte della Camera, della Pdl ‘Carloni’”. Riprendendo il dibattito avviato in Assemblea annuale, Calentini ha poi aggiunto: “Bisogna fare in fretta per riallineare capitale fondiario, finanziario e umano. La senilizzazione in agricoltura racconta un approccio pigro che dovrà accelerare sulle sfide da cogliere, come l’opportunità di salvare le aree interne puntando sul settore e sulle sue peculiarità territoriali, investendo sui giovani, che resta la strada maestra per innovare, garantire sicurezza ai territori, rafforzare le comunità. Continueremo a lavorare perché la Proposta di legge nazionale diventi colonna portante, a servizio di nuovi agricoltori, per costruire imprese più solide e competitive. Stessa cosa faremo in Europa, partendo dai nostri emendamenti già accolti, per la risoluzione ‘Carvalhais’ sul ricambio generazionale nel comparto”.

Dunque, particolarmente attenzionata da Agia-Cia la Pdl ‘Carloni’, come auspicato approvata alla Camera a inizio novembre, ma con risorse non adeguate a sostenerne le ambizioni. Eppure, i dati riflettono le criticità del turnover nel settore, con le aziende agricole condotte da giovani ferme al 9% del totale, l’età media dei capi azienda in agricoltura pari 63 anni e il rapporto tra imprese con titolari over 65 e quelle under 40 quasi di cinque a una, mentre nel resto d’Europa è di poco inferiore a tre contro una.

Tutte le richieste – Per uscire da questa impasse Agia-Cia chiede la rapida costituzione dell’Onilga, l’Osservatorio nazionale per l’imprenditoria e il lavoro giovanile nel settore, indispensabile al disegno di nuove politiche coerenti con i tempi e con i risultati finora raggiunti; il coordinamento di ISmea sulla creazione di una sola Banca dei terreni agricoli e, in linea con la risoluzione specifica del Parlamento Ue; la costituzione di un Osservatorio di riferimento con il coinvolgimento di giovani agricoltori e finalizzato a prevenire i fenomeni di accaparramento da parte di fondi d’investimento stranieri. Va messo in discussione, a livello Ue, il de minimis agricolo per consentire per consentire nuove politiche agricole nazionali, come serve ripristinare i voucher per le imprese gestite da junior, al fine di rendere più semplice i rapporti di lavoro di breve durata. La valorizzazione delle competenze è, infine, dirimente per l’Associazione che ne evidenzia la strategicità per il posizionamento di nuove generazioni di agricoltori e del Paese stesso nella svolta green e digitale. In parallelo, venga consentito l’utilizzo delle risorse destinate agli Istituti Tecnici Superiori anche ai lavoratori autonomi del comparto.

“La transizione agricola va costruita con gli agricoltori e i nostri giovani ne stanno dando prova –ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Solo così, portando esigenze e proposte sui tavoli istituzionali e nel confronto con la politica, si può dare un futuro all’agricoltura”.

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