Secondo l’Osservatorio Parents realizzato da Eumetra, il 74% dei genitori si dichiara molto o abbastanza preoccupato per il proprio domani e quello del nucleo familiare. Una quota che sale fino all’80% tra chi ha figli adolescenti (16-18 anni), fase in cui le prospettive future diventano più concrete e imminenti.
In questo scenario di incertezza, l’indagine evidenzia come i brand possano assumere un ruolo che va oltre la semplice offerta di prodotti e servizi, diventando veri e propri alleati per le famiglie. Tuttavia, la ricettività verso i marchi varia sensibilmente a seconda delle fasi del percorso genitoriale.
Il momento di maggiore apertura coincide con la gravidanza e i primi anni di vita dei figli: il 34% dei genitori si dichiara più ricettivo in questa fase, con un picco del 50% tra chi ha figli tra 0 e 3 anni e del 35% nella fascia 4-6 anni. In particolare, le madri mostrano una maggiore sensibilità verso la comunicazione dei brand (39%), in quella che viene definita come la fase di maggiore bisogno informativo.
Anche i momenti di transizione, come l’ingresso a scuola o l’inizio dell’adolescenza, rappresentano snodi importanti: il 18% delle famiglie percepisce in queste fasi i brand come un supporto utile, quota che sale al 22% tra i genitori di figli tra 15 e 18 anni.
Le situazioni di difficoltà spingono il 13% dei genitori a cercare attivamente il supporto dei marchi, con un’incidenza maggiore (16%) tra chi ha figli tra i 7 e gli 11 anni. Esiste inoltre una quota stabile di consumatori fidelizzati: il 15% dei genitori si dichiara sempre ricettivo verso i brand dedicati alle famiglie, indipendentemente dalla fase di crescita dei figli.
Resta però una sfida significativa per le aziende: il 19% dei genitori afferma di non sentirsi mai particolarmente coinvolto dalla comunicazione dei marchi, percentuale che raggiunge il 28% nella fascia 12-15 anni, considerata la più complessa da intercettare.
