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Riforme e stato di diritto, così la Serbia può accelerare il suo cammino europeo. Intervista all’ambasciatore d’Italia, Luca Gori

Entrato in carriera diplomatica nel ’95, l’Ambasciatore Gori vanta un percorso internazionale che lo ha portato da Mosca a Bruxelles, a Washington, oltre ad aver assunto numerosi incarichi alla Farnesina.

Appassionato di scrittura, arte, cinema, viaggi e sport, è autore di diversi saggi dedicati alla politica estera e alle relazioni internazionali.

Nel corso della nostra intervista abbiamo approfondito il tema delle relazioni economico-commerciali tra Italia e Serbia e le prospettive di cooperazione tra i due Paesi, soffermandoci inoltre sul ruolo e sull’impegno dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado.

L’Italia si posiziona come terzo partner commerciale della Serbia, quali sono le prospettive per il 2026?

Le prospettive per il 2026 sono certamente positive. L’Italia si conferma tra i principali partner economici della Serbia, con uno scambio commerciale che nel 2025 ha raggiunto i 5 miliardi di euro, registrando una crescita del 13% rispetto all’anno precedente.

Qual è il focus del commercio bilaterale?

I principali settori di scambio riguardano la meccanica, i mezzi di trasporto, la metallurgia, il tessile, l’agroalimentare, i prodotti intermedi destinati alla manifattura e la componentistica industriale. Su tale punto va segnalata la preziosa collaborazione fra Ucimu – Associazione italiana dei produttori di macchine utensili – ed il Parco Tecnologico di Niš, che hanno elaborato un progetto per la costituzione di un Centro Tecnologico della Macchina Utensile, finanziato con contributi Ice.

L’Italia esporta verso la Serbia soprattutto tecnologie industriali, macchinari e prodotti manifatturieri ad alto contenuto qualitativo, mentre la Serbia esporta verso il nostro Paese veicoli, prodotti tessili, calzature e prodotti agricoli trasformati. Negli ultimi anni si è, inoltre, rafforzata la cooperazione nei settori a maggiore valore aggiunto, come i servizi digitali e l’agri-tech. Desidero, al riguardo, sottolineare l’importanza del settore agricolo, su cui va registrata la firma di un MoU ad aprile fra i rispettivi Ministri dell’Agricoltura.

Il governo sostiene gli investitori esteri?

Sì, la Serbia continua a considerare gli investimenti esteri una priorità strategica per il proprio sviluppo economico. Negli ultimi anni il Paese ha investito molto nel miglioramento delle infrastrutture e nello sviluppo industriale, riuscendo a posizionarsi come uno dei mercati più dinamici della regione balcanica.

Naturalmente, come altre economie europee, anche la Serbia si confronta oggi con le sfide poste dalle tensioni internazionali, oltre che con una forte polarizzazione politica interna. Tuttavia, il quadro macroeconomico rimane stabile e continua ad offrire opportunità interessanti per le imprese italiane.

La Serbia sta, inoltre, attraversando una fase di trasformazione molto importante: da un modello economico fondato prevalentemente sulla competitività dei costi dei fattori produttivi verso un’economia sempre più orientata all’innovazione. In questo percorso, il know-how italiano può offrire un contributo significativo alle controparti serbe.

Crescita rivista al ribasso, inflazione stabilizzata e progressi discontinui verso l’Ue sono un ostacolo al commercio bilaterale?

Il quadro economico serbo continua a mostrare elementi di resilienza e stabilità. Le stime governative parlano di una crescita del 2,8% per quest’anno ed il debito pubblico rimane sotto controllo.

È evidente che esistono sfide comuni a molte economie europee: aumento dei costi energetici e trasformazione delle catene globali del valore. Tuttavia, questi elementi non stanno rallentando il rapporto economico tra Italia e Serbia, che continua anzi a rafforzarsi.

Quanto al percorso europeo della Serbia, continuiamo ad esortare Belgrado affinché realizzi l’agenda riformatrice richiesta da Bruxelles in modo da migliorare soprattutto i parametri dello stato di diritto. Questi rappresentano uno snodo critico sia per accelerare il cammino europeo, sia per rendere più solido il contesto in cui gli operatori economici sono chiamati a lavorare.

Attraverso quali strumenti il Sistema Italia favorisce le imprese italiane che vogliono investire nel Paese?

L’Ambasciata d’Italia a Belgrado lavora quotidianamente insieme agli attori del sistema economico italiano presenti nel Paese per favorire il dialogo con le istituzioni serbe, facilitare nuove partnership e valorizzare le opportunità di investimento.

Nel quadro di questa strategia di promozione integrata l’Ambasciata ha lanciato in queste settimane “Play with It”, volto a fare di Belgrado la “Capitale della Creatività Italiana”, con cinque appuntamenti principali dedicati a design, musica, sport, tecnologia e gastronomia.

Accanto alla cooperazione economica tradizionale, stiamo rafforzando la diplomazia della crescita, anche in vista di Expo 2027 Belgrado. A tal riguardo, come Ambasciata abbiamo elaborato la guida “Diplomazia della crescita: Expo 2027 Belgrado”, primo strumento operativo pensato per accompagnare imprese e stakeholder italiani nella valorizzazione delle opportunità offerte dall’Esposizione.

Inoltre, all’attività istituzionale si affiancano strumenti fondamentali di supporto alle imprese italiane, tra cui Simest, Sace e Cassa Depositi e Prestiti, che, tramite propri uffici attivi qui a Belgrado, favoriscono l’accesso al credito ed i processi di internazionalizzazione. Un ruolo molto importante è svolto, infine, da Ice, dalla Camera di commercio Italo-Serba e da Confindustria Serbia, che contribuiscono a rafforzare il networking imprenditoriale ed il dialogo economico bilaterale.

Prossime tappe?

Segnalo due appuntamenti particolarmente importanti. Il Business Forum con Confindustria Serbia che si è tenuto il 22 maggio, focalizzato su energia, infrastrutture e sicurezza industriale in Europa centrale, orientale e Balcani occidentali. Il Forum dell’Innovazione co-organizzato con partner quali Arduino, Intesa Sanpaolo Innovation Center, Generali, Cdp, Confindustria Serbia, Ice, Simest ed i principali hub dell’innovazione, oltre ai parchi tecnologici serbi.

Non da ultimo, come Ambasciata proprio al fine di promuovere al meglio i nostri prodotti nella grande distribuzione serba, abbiamo avviato in questi mesi con Ice una campagna di valorizzazione del “Made in Italy”.

Laura Rinaldi

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