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Rifugiati, l’Unione europea conferma l’impegno sulla Convenzione di Ginevra nel 75° anniversario

Nel 75° anniversario della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati, la Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’Unione europea hanno ribadito il pieno impegno dell’Ue a tutela dei principi che regolano la protezione internazionale, confermando la centralità della Convenzione quale pilastro del diritto internazionale e della legislazione europea in materia di asilo.

Nella dichiarazione congiunta, le istituzioni europee sottolineano come il trattato continui a rappresentare il principale riferimento giuridico per la tutela delle persone costrette a fuggire da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti fondamentali, definendo sia i diritti dei rifugiati sia gli obblighi degli Stati chiamati a garantirne la protezione. Un quadro normativo che, secondo Bruxelles, ha contribuito nel corso degli ultimi decenni a salvaguardare milioni di persone, rafforzando il principio secondo cui chi fugge da persecuzioni deve essere accolto con dignità e nel rispetto del diritto internazionale.

La dichiarazione richiama inoltre l’importanza del rispetto del diritto internazionale umanitario, considerato uno strumento essenziale per prevenire e ridurre gli sfollamenti forzati provocati dai conflitti armati e per assicurare la tutela delle popolazioni civili. In questo contesto viene riconosciuto il ruolo fondamentale delle organizzazioni umanitarie che operano nel rispetto dei principi di neutralità, imparzialità e indipendenza.

L’Unione europea rinnova anche il proprio sostegno all’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il cui mandato viene definito indispensabile per affrontare le crescenti sfide globali legate agli sfollamenti forzati. Bruxelles ricorda inoltre di aver contribuito allo sviluppo del Patto globale sui rifugiati e di essere impegnata nella sua concreta attuazione attraverso iniziative condivise con la comunità internazionale.

Sul fronte delle politiche europee, la dichiarazione evidenzia come la prima Strategia europea per l’asilo e la migrazione abbia confermato la volontà dell’Unione di mantenersi uno spazio di protezione per chi fugge da guerre e persecuzioni. In questo quadro si inserisce il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore nel giugno di quest’anno, che introduce un approccio organico alla gestione dei flussi migratori e rafforza gli strumenti per l’ammissione umanitaria volontaria e il reinsediamento. Il piano europeo per il biennio 2026-2027 prevede oltre 10000 impegni nell’ambito dei programmi di accoglienza.

La Commissione europea sottolinea inoltre il contributo degli Stati membri, che hanno accolto milioni di persone in fuga dai conflitti. In particolare, viene ricordata la protezione temporanea garantita a oltre 4,4 milioni di cittadini ucraini costretti a lasciare il proprio Paese a seguito della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina.

L’azione europea si estende anche al sostegno dei Paesi che ospitano un elevato numero di rifugiati e sfollati. Attraverso programmi di cooperazione internazionale, l’Ue promuove l’accesso ad alloggi, istruzione, sanità e servizi essenziali, favorendo al tempo stesso soluzioni durature quali l’integrazione locale, il reinsediamento e il rimpatrio volontario assistito.

Nel messaggio diffuso in occasione dell’anniversario, l’Unione europea ribadisce infine il proprio sostegno al multilateralismo, alla difesa delle norme internazionali di protezione, al rispetto del diritto internazionale e dei principi umanitari, nonché alla diplomazia umanitaria come strumento per garantire assistenza e protezione alle popolazioni più vulnerabili.

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