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Italia-Turchia partenariato strategico su industria, difesa e cooperazione tecnologica . Analisi di Giuseppe Manzo, Ambasciatore d’Italia ad Ankara

Il Reportage Turchia 2026 è l’occasione per condividere, all’inizio del mio mandato ad Ankara, alcune prime impressioni sul solido partenariato tra i nostri Paesi che potremmo definire due partner naturali.

Lo dicono -nel tempo- la storia, la geografia e i collegamenti tra le due comunità umane che hanno creato la nostra comune identità mediterranea. Ma lo confermano – anche in questa fase storica – l’intenso dialogo politico e le crescenti relazioni economiche e commerciali. Per restare sul parallelo tra storia e attualità, sempre più Italia e Turchia condividono la responsabilità di fare del Mediterraneo un’area di stabilità, sicurezza e prosperità. E per questo i nostri governi interpretano concretamente questa responsabilità, proponendosi quali attori centrali di sviluppo, innovazione e crescita in settori strategici come le infrastrutture, la transizione energetica o la ricerca scientifica.

Solo pochi mesi fa il successo del IV Vertice Intergovernativo di Roma ha permesso di tradurre questo partenariato in intese che rilanciano la collaborazione tra i nostri due Paesi su temi centrali: dallo sviluppo industriale alla difesa, dall’archeologia allo spazio. E già stiamo lavorando ai prossimi appuntamenti che alle numerose visite politiche in cantiere quest’anno aggiungeranno un programma di iniziative all’insegna del genio italiano declinato insieme a istituzioni pubbliche, settore privato, ricerca e tutti gli altri operatori già presenti o interessati a venire in Turchia. Perché è anche raccontando storie di successo dei nostri imprenditori e mostrando l’eccellenza dei nostri territori che si apre la strada a relazioni ancora più strette tra Italia e Turchia e si creano nuove opportunità di investimenti, scambi, e di attrazione di giovani talenti verso le nostre Università. Lo faremo, ad esempio, nel settore dell’aerospazio, utilizzando l’importante appuntamento dell’International Astronautical Congress di Antalya ad ottobre, coinvolgendo appunto operatori e associazioni di categoria italiane. E lo stiamo già facendo con i 7 progetti di ricerca co-finanziati quest’anno dalla Farnesina e dal Tubitak turco su cambiamenti climatici, transizione energetica e salute.

Nell’immediato l’obiettivo è dichiarato e ambizioso, anche rispetto alle difficoltà che la congiuntura internazionale pone sul piano economico e del commercio: superare il già elevato livello dei nostri scambi commerciali e consolidare il ruolo dell’Italia di partner economico strategico della Turchia, siamo primi nel Mediterraneo e secondi in Europa.

La concorrenza è forte, ma contiamo proprio su quella specialità delle relazioni tra i nostri due Paesi che ha sin qui permesso di raggiungere risultati eccellenti e puntiamo soprattutto sui settori della difesa, dell’energia, della tecnologia applicata ai macchinari, delle infrastrutture e dello spazio, oltre naturalmente a quelli di tradizionale presenza italiana, come abbigliamento e agroalimentare. Proprio con Federalimentare abbiamo in programma iniziative per tutelare il Made in Italy e condividere con istituzioni e settore privato turco le nostre migliori pratiche per la tutela di prodotti, materia cui anche la Turchia è interessata per le proprie produzioni locali.

E’ un esempio quest’ultimo che non cito a caso, perché dimostra la specialità di un rapporto -quello tra Italia e Turchia– che, come non sempre accade, non si sviluppa con una logica “a somma zero”. Le iniziative, le joint-ventures, i momenti promozionali, gli scambi di conoscenze che stiamo costruendo sono mossi infatti da interessi che sono condivisi e che richiamano quel comune patrimonio che viene da lontano e che, con il contributo di tutti, ci porterà lontano.

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