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Rome Climate Talks, rassegna cinematografica al Goethe-Institut

Cinque appuntamenti dal 6 febbraio al 9 aprile 2024 per raccontare la crisi del cambiamento climatico sul grande schermo. Prevista anche la partecipazione del premio Oscar Volker Schlöndorff con il suo ultimo documentario, Der Waldmacher.

Arriva a Roma

Climate Talks, la serie dedicata al cambiamento climatico lanciata dal Ministero degli Esteri tedesco in tutto il mondo

 

e che, nella Capitale, è protagonista con una serie di eventi trai quali una rassegna cinematografica organizzata con il Goethe-Institut e in collaborazione con ReteZeroWaste.

La rassegna si compone di cinque lungometraggi tedeschi, tra film e documentari, tutti sul tema della crisi del cambiamento climatico. Ogni appuntamento prevede la partecipazione dei registi e registe in sala e un dibattito al termine della proiezione. Le tematiche affrontate nei cinque appuntamenti riguardano le conseguenze del cambiamento climatico, come l’estinzione della fauna selvatica, l’inquinamento da plastica o la deforestazione, ma anche e soprattutto le responsabilità politiche e morali di tutte quelle generazioni che hanno permesso di arrivare alla crisi dell’ecosistema, oltre alle responsabilità dei Paesi industrializzati verso quelli del Terzo Mondo, spesso incolpevoli vittime del disastro ecologico.

“Il cambiamento climatico è già realtà, i suoi impatti riguardano noi tutti. Si tratta, tuttavia, di una realtà su cui possiamo e dobbiamo influire. La rassegna cinematografica organizzata assieme al Goethe-Institut di Roma nel contesto dei «Rome Climate Talks» si inserisce in questa importante discussione: come intendiamo trasformare la nostra società e far sì che tutti ne siano partecipi? Quali sono gli effetti del cambiamento climatico su altri Paesi e questo cosa comporta per noi in Europa? Cinque film premiati illustrano le conseguenze del cambiamento climatico partendo da prospettive molto diverse e allo stesso tempo ci fanno sperare di trovare soluzioni per salvaguardare il nostro pianeta”, commenta l’Ambasciatore tedesco Hans-Dieter Lucas.

Ad aprire la rassegna, martedì 6 febbraio alle 19.30 è il film di Marten Persiel, Everything will change, un road movie ambientato nel futuro, il 2054, in cui un gruppo di giovani cerca di risalire alle cause e alle responsabilità dell’estinzione della fauna selvatica. Il regista è introdotto da Cristiana Paternò.

Martedì 5 marzo alle 19.30 viene proiettato l’ultimo documentario di Volker Schlöndorff, Der Waldmacher, che segue la storia dell’agronomo australiano Tony Rinaudo, che con la sua innovativa tecnologia di riforestazione da decenni dimostra nel continente africano come la rivitalizzazione degli alberi possa anche favorire la salute dei terreni agricoli. Il regista sarà introdotto da Miriam Mauti.

Martedì 19 marzo alle 19.30 sarà la volta del documentario Plastic Fantastic. In questo film la regista Isabella Willinger approfondisce la crisi globale della plastica che permea il nostro ambiente e persino i nostri stessi corpi. Con fatti impressionanti, come ad esempio che negli oceani ci sono 500 volte più particelle di plastica che stelle nella nostra galassia, il film mostra l’urgenza e la portata della crisi. Modera Mauro Donzelli.

Martedì 26 marzo alle 19.30 Ökozid di Andres Veiel ci porta nel futuro, quando nel 2034 la catastrofe climatica diventa oggetto di un procedimento legale. Due avvocatesse rappresentano 31 paesi del Sud del mondo in una richiesta di risarcimento danni contro la Repubblica Federale Tedesca. Il procedimento giudiziario affronta la responsabilità economica ed ecologica dei Paesi sviluppati, nonché il diritto all’integrità della natura.

Chiude la rassegna martedì 9 aprile alle 19.30 Eldorado, documentario di Markus Imhoof, imbarcato su una nave militare italiana durante l’operazione Mare Nostrum che salva decine di migliaia di persone nel Mediterraneo. Il film rivela storie attuali di fuga, girate su una nave militare e su treni che attraversano illegalmente i confini. Tra storie personali e contesti globali, Eldorado solleva domande urgenti sulla crisi migratoria e rivela come questa sia collegata ai flussi economici globali.

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