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Segnali di ripresa della produzione industriale italiana

Analisi dei Settori Industriali di luglio 2025 (Rapporto Asi), realizzata da Intesa Sanpaolo insieme a Prometeia,

Fatturato

Nei primi 4 mesi del 2025 l’industria manifatturiera italiana ha confermato livelli elevati di fatturato (-0,9% tendenziale nei primi 4 mesi 2025, +24,5% rispetto al corrispondente periodo 2019), grazie anche a una dinamica dei prezzi alla produzione ancora positiva (+1% nei primi 5 mesi dell’anno, in termini tendenziali), sebbene in graduale assestamento nelle rilevazioni più recenti.

Il fatturato al netto della spinta inflattiva, pur in crescita su base congiunturale, ha registrato un calo tendenziale del -1,9% (4 mesi 2025)

Ranking settoriale per fatturato deflazionato

Nella parte alta della graduatoria si collocano i settori che già nel 2024 si erano distinti per risultati positivi, ad iniziare dalla Farmaceutica che, ancora una volta, ha segnato la performance migliore (+4,7% tendenziale nei primi 4 mesi del 2025) grazie a un mix di domanda interna ed esportazioni (soprattutto verso gli Stati Uniti, dove l’anticipo degli ordini in vista di nuovi dazi ha giocato a favore). Seguono l’Elettrotecnica (+3,1%), sostenuta dal graduale recupero degli investimenti in beni strumentali e dalla transizione ambientale, e l’Alimentare e bevande (+2,1%).

Andamenti differenziati per i settori connessi all’edilizia. Il fatturato deflazionato mostra un profilo di modesto recupero per Prodotti da costruzione (+0,7%) e Mobili (+0,3%), favoriti dalla coda degli investimenti in edilizia non residenziale e, limitatamente ai materiali da costruzione, dalle opere pubbliche finanziate dal Pnrr. Diverso è il quadro per gli Elettrodomestici (-1,3%), che continuano a scontare il significativo ridimensionamento della base produttiva nazionale.

Ancora negativa la performance di fatturato della Meccanica (-1,6%, sempre a prezzi costanti), anche se emergono segnali di ridimensionamento del ritmo di caduta rispetto al 2024, grazie alla riattivazione del ciclo degli investimenti in beni strumentali. Anche i produttori di intermedi, attivi lungo la filiera, presentano ancora cali di fatturato, più intensi per Intermedi chimici (-5%) e Metallurgia (-4,7%), e moderati per Prodotti in metallo (-3,3%) e Altri intermedi (-1,7%). In fisiologico rallentamento il Largo consumo, dopo 4 anni di crescita sostenuta del fatturato.

Chiudono la classifica l’Elettronica (-6,1%), condizionata negativamente dal segmento dei semiconduttori, e gli Autoveicoli e moto (-16,4%), dove la fase di transizione del settore è ancora ampiamente in corso. Negativa anche la performance del Sistema moda (-4,5%), in continuità con le difficoltà degli ultimi due anni che si concentrano soprattutto nella filiera delle pelli, calzature e pelletteria.

Produzione industriale

La lettura su base congiunturale evidenzia una crescita sia nel primo trimestre (+0,8%) sia nel bimestre aprile-maggio, anche se su ritmi meno intensi (+0,3%), che comunque rappresentano un risultato incoraggiante considerando l’acuirsi dell’incertezza su scala globale. Tra i settori che hanno contribuito a questa dinamica spiccano l’Alimentare e bevande, alcuni produttori di intermedi, iniziando dalla filiera dei metalli, e i produttori di durevoli per il sistema casa, soprattutto i Mobili. Segnali più contrastanti, ma comunque accomunati da una tendenza al progressivo miglioramento, emergono per Meccanica e Autoveicoli e moto, due settori di grande rilevanza per la struttura produttiva italiana.

Domanda interna

A sostegno dell’attività produttiva si segnala una tenuta dei consumi sul mercato interno, nonostante un atteggiamento ancora prudente delle famiglie italiane di fronte alla situazione di grande incertezza globale, che si riflette in un tasso di risparmio ancora elevato. Evidenze in tal senso emergono sia dai dati di contabilità nazionale aggiornati al primo trimestre 2025 sia dai dati sulle vendite al dettaglio di fonte Eurostat, che mostrano una sostanziale stazionarietà per l’Italia nei primi 5 mesi dell’anno (-0,2% tendenziale a prezzi costanti), a fronte di una ripresa delle vendite al dettaglio più marcata in Francia (+2,4%), Spagna (+3,8%) e Germania (+3,1%), con incrementi che hanno riguardato sia i beni alimentari sia quelli non alimentari.

Investimenti

I dati di contabilità nazionale dell’Italia mostrano una crescita degli investimenti in macchinari nel primo trimestre 2025 (+1,4% tendenziale, dopo lo stallo del 2024), favorita anche dagli incentivi (Transizione 5.0 e Zes Unica). Una ripartenza degli investimenti privati si è osservata anche negli altri paesi europei, a partire dalla Germania dove i piani di stimolo varati dal governo federale hanno riattivato soprattutto i comparti a maggiore contenuto tecnologico. Anche la Spagna ha confermato un andamento vivace degli investimenti in beni strumentali, sostenuto dagli interventi legati al Next Generation Eu, mentre la Francia ha mostrato un profilo più moderato.

Oltre ai macchinari, in Italia si è arrestata la fase di contrazione degli investimenti in edilizia residenziale, che hanno registrato un +1,7% nel primo trimestre 2025 dopo quattro trimestri consecutivi di calo. Inoltre, la dinamica è rimasta vivace per il comparto non residenziale (+1,8% nel trimestre gennaio-marzo), che ha consolidato la crescita già avviata nel 2024 grazie soprattutto agli investimenti nel genio civile, sostenuti dai fondi del Pnrr.

In crescita le esportazioni, favorite da un effetto di anticipazione delle vendite negli Stati Uniti

Le esportazioni italiane di beni manufatti hanno registrato una crescita tendenziale del 3,3% nei primi quattro mesi del 2025, a valori correnti, in un contesto di generale crescita del commercio mondiale. Il risultato è stato trainato dai mercati extra Ue e in particolare dagli Stati Uniti, dove l’export è stato favorito da un effetto di anticipazione delle vendite nell’ottica della possibile applicazione di nuovi dazi, generando un contributo diretto di 1,1 punti percentuali alla crescita complessiva.

 

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