L’iniziativa, intitolata “La cucina italiana tra salute, cultura e innovazione”, punta a sostenere la candidatura della cucina italiana a Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, a valorizzare il modello alimentare italiano come sano e sostenibile e a mettere in risalto il ruolo di ricerca e innovazione lungo tutta la filiera, dal campo alla tavola, fino al riciclo.
Tajani ha ricordato che, con oltre undicimila iniziative in più di cento Paesi negli ultimi anni, la Settimana della Cucina Italiana è diventata uno strumento decisivo del soft power nazionale e della diplomazia della crescita, a sostegno delle imprese italiane, in particolare del settore agroalimentare. Il Ministro ha ribadito l’impegno della Farnesina nella tutela delle Indicazioni Geografiche, nella difesa di vini e formaggi dai dazi, nel contrasto all’Italian sounding e nella revisione di provvedimenti ritenuti penalizzanti per la pasta italiana.
Il comparto agroalimentare continua a confermarsi trainante: nel 2024 l’export ha raggiunto il valore record di 67,5 miliardi di euro, pari a un aumento dell’8,3% rispetto all’anno precedente e a quasi l’11% delle esportazioni totali italiane.
La Settimana intende anche sottolineare il ruolo del cibo come ponte di cooperazione e dialogo tra i popoli, legato alla sicurezza alimentare e alla pace. In questo contesto si inseriscono iniziative come “Food for Gaza”, per sostenere la popolazione civile palestinese, e “Italy for Sudan”, che prevede l’invio di nuovi aiuti umanitari. Il cibo, ha concluso Tajani, è per l’Italia uno strumento di pace e solidarietà, capace di offrire un aiuto concreto ai Paesi più colpiti da crisi alimentari e di migliorare le condizioni di vita delle comunità locali.
