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Settore auto maggio 2025, in calo la produzione industriale

Secondo i dati Istat, a maggio 2025 l’indice (anno base 2021 = 100) della produzione industriale è in calo dello 0,9% rispetto a maggio 2024 ed in calo dello 0,7% rispetto ad aprile 2025. Anche l’indice della produzione per il solo settore automotive, è in calo, nello specifico del 9,4% rispetto a maggio 2024, ma è in crescita del 2,7% rispetto al mese precedente. Nel cumulato dei primi cinque mesi del 2025, l’indice della produzione industriale, nel suo complesso registra un calo (-9,4%). Nello stesso periodo, il settore automotive registra un decremento del 19,8%. A maggio 2025, i singoli comparti del settore automotive mostrano le seguenti variazioni tendenziali: • l’indice della produzione di autoveicoli (cod. Ateco 29.1) è in calo del 18,1% nel mese e del 26,8% nel cumulato. • l’indice della produzione di carrozzerie R&S (cod. Ateco 29.2) cala dello 0,5% nel mese e incrementa del 4,5% nel cumulato. • l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli (cod. Ateco 29.3) cresce dello 0,5% nel mese e cala del 12,6% nel cumulato. Per quanto riguarda la produzione rilevata da Anfia, il totale delle autovetture prodotte nel mese di maggio ammonta a circa 22mila unità di volume, in calo del 30,4% rispetto a maggio del 2024.

Nel primo trimestre del 2025 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al primo trimestre del 2024. Il primo trimestre del 2025 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al primo trimestre del 2024. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, mentre i servizi sono risultati stazionari. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2025 è pari a +0,4%. Sul fronte del mercato del lavoro, a maggio 2025, su base mensile, la crescita di occupati e disoccupati si associa al calo degli inattivi. L’aumento degli occupati (+0,3%, pari a +80mila unità) coinvolge uomini, donne, dipendenti permanenti, autonomi e coloro che hanno almeno 50 anni d’età; si registra invece un calo tra i dipendenti a termine e nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione sale al 62,9% (+0,2 punti). A maggio 2025, il numero di occupati supera quello di maggio 2024 dell’1,7% (+408mila unità); l’aumento riguarda gli uomini, le donne, i 25- 34enni e gli ultra 50enni, a fronte di una diminuzione tra i 15-24enni e i 35- 49enni. Il tasso di occupazione, in un anno, sale di 0,8 punti percentuali. Rispetto a maggio 2024, cresce il numero di persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a +15mila unità) e diminuisce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,6%, pari a -320mila).

Secondo Istat, a giugno 2025 si stima una diminuzione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 96,5 a 96,1), mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale da 93,1 a 93,9. Tutte le serie componenti l’indice di fiducia dei consumatori sono in peggioramento eccetto i giudizi e le attese sulla situazione economica generale e le attese sulla disoccupazione. I quattro indicatori calcolati mensilmente a partire dalle stesse componenti evidenziano variazioni eterogenee: il clima economico aumenta da 97,5 a 99,6; il clima futuro rimane stabile a 93,7, mentre il clima personale e quello corrente diminuiscono, rispettivamente, da 96,1 a 94,8 e da 98,6 a 97,9. Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia migliora in tutti i settori ad eccezione del commercio al dettaglio. In particolare, l’indice di fiducia sale nel comparto manifatturiero (da 86,6 a 87,3), nei servizi di mercato (da 94,5 a 95,6) e nelle costruzioni (da 102,1 a 103,4). Viceversa, il commercio al dettaglio registra un calo (da 102,8 a 101,9) per effetto del deterioramento dell’indice nella grande distribuzione. L’indagine Istat di aprile sulle intenzioni di acquisto di un’autovettura nuova nei prossimi 12 mesi, evidenzia un decremento delle risposte «sì» e «certamente sì» all’11,2%, rispetto all’11,4% di gennaio. Le risposte «certamente no», invece, aumentano dal 77,9% al 79,9%.

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