Secondo i dati Istat, ad ottobre 2025 la produzione dell’industria automotive italiana segna un nuovo calo, attestandosi al -4,1% rispetto allo stesso mese del 2024 e chiudendo i primi dieci mesi dell’anno a -12,3%. All’interno dei singoli comparti, la fabbricazione di autoveicoli (Ateco 29.1) registra una flessione dell’11,7% nel mese e del 18,8% nel cumulato gennaio-ottobre; la fabbricazione di carrozzerie, rimorchi e semirimorchi (Ateco 29.2) mostra invece un incremento del 7,5% nel mese e dell’1,8% nei primi dieci mesi. In controtendenza parziale anche la produzione di parti e accessori (Ateco 29.3), in aumento del 5% a ottobre, ma in calo del 5,7% nel cumulato. I dati preliminari Anfia indicano inoltre che la produzione domestica di autovetture si ferma a circa 15.000 unità, segnando un drastico -18,1% rispetto a ottobre 2024, confermando un settore ancora sotto pressione. Il quadro si inserisce in una produzione industriale complessiva che rimane debole: l’indice generale registra un calo dello 0,3% nel mese e dello 0,7% nei primi dieci mesi dell’anno.
Per quanto riguarda il fatturato industriale, l’ultimo dato disponibile (settembre 2025) segna un aumento del 6,6%, grazie alla crescita del 7,4% sul mercato interno e del 4,9% sui mercati esteri, mentre il cumulato dei primi nove mesi resta in leggero negativo (-0,6%). Sul fronte degli scambi commerciali, nei primi otto mesi del 2025 l’export di autoveicoli vale 10,71 miliardi di euro a fronte di un import pari a 23,61 miliardi, confermando il forte saldo negativo del comparto. Germania (17,4%), Stati Uniti (16,5%) e Francia (12,2%) si confermano i principali mercati di destinazione. Più solida appare la performance della componentistica, che registra un export pari a 16,26 miliardi di euro e un saldo positivo di 4,71 miliardi.
Il fatturato del settore automotive cresce del 5,4% a settembre, con contributi positivi sia dal mercato interno (+5,1%) sia da quello estero (+5,6%), ma tra gennaio e settembre 2025 segna ancora un pesante -9,4%, frutto di un calo marcato della componente interna (-13%) e di quella estera (-6,3%). Chiude il quadro il comparto delle parti e accessori, che registra a settembre una variazione positiva del 2,8%, ma che nei primi nove mesi dell’anno scivola a -11,2%, con una forte flessione sul mercato interno (-19,9%) e una più contenuta su quello estero (-2,8%).
