È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sui dati del sistema europeo di allerta rapida Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed), diffusa in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare.
Tra le principali criticità segnalate figurano noci e pistacchi provenienti da diversi Paesi extra Ue contaminati da aflatossine oltre i limiti consentiti, pesce importato dall’area europea con presenza di parassiti o livelli elevati di mercurio, oltre a ortaggi e prodotti trasformati provenienti da Paesi terzi risultati contaminati da pesticidi vietati o superiori ai limiti previsti dalla normativa europea.
Secondo Coldiretti, i dati confermano la necessità di rafforzare i controlli lungo tutta la filiera agroalimentare, con particolare attenzione ai punti di ingresso nel territorio nazionale, come porti, scali e valichi di frontiera, attraverso cui transitano ogni anno milioni di tonnellate di prodotti destinati al consumo alimentare.
La sicurezza alimentare viene indicata come un elemento centrale per la tutela della salute dei consumatori e per la qualità complessiva del sistema agroalimentare italiano ed europeo. Tuttavia, secondo l’organizzazione agricola, non sarebbe sufficiente intensificare i controlli senza un intervento parallelo sul tema della trasparenza dell’origine dei prodotti.
Coldiretti rilancia infatti la richiesta di introdurre un obbligo europeo di etichettatura d’origine su tutti gli alimenti, ricordando la consegna di un milione di firme alla Commissione europea per la Salute. L’obiettivo è garantire ai cittadini il diritto di conoscere con chiarezza la provenienza dei prodotti acquistati e consumati.
Tra le criticità evidenziate figura anche il principio dell’“ultima trasformazione sostanziale” previsto dal codice doganale europeo, che secondo Coldiretti consentirebbe a prodotti stranieri di essere commercializzati come Made in Italy dopo lavorazioni minime sul territorio nazionale, con possibili effetti distorsivi sulla trasparenza e sulla concorrenza.
Sul tema della trasparenza, l’organizzazione richiama anche i dati delle indagini Coldiretti-Censis, secondo cui il 91% degli italiani ritiene fondamentale conoscere l’origine degli alimenti, considerandola un fattore decisivo nelle scelte di consumo.
La questione della sicurezza alimentare viene inoltre collegata alla tutela del reddito degli agricoltori italiani, spesso esposti alla concorrenza di prodotti provenienti da Paesi in cui sono consentiti fitofarmaci e standard produttivi non ammessi nell’Unione Europea. Da qui la richiesta di garantire il principio di reciprocità delle regole commerciali.
Accanto agli aspetti regolatori ed economici, Coldiretti sottolinea l’importanza di investire sull’educazione alimentare, promuovendo nelle mense scolastiche la presenza di cibo italiano, locale e stagionale, e valorizzando la Dieta Mediterranea come modello di riferimento per la salute.
Un ulteriore ambito di intervento è rappresentato dai mercati contadini, nell’ambito del progetto “Campagna Amica per la salute”, che ha già portato alla realizzazione di iniziative all’interno di alcuni ospedali italiani, favorendo l’accesso diretto a prodotti freschi, tracciabili e di qualità.
Coldiretti sottolinea infine come la sicurezza alimentare rappresenti una sfida strategica per l’Europa, che richiede un rafforzamento dei controlli alle frontiere, una maggiore trasparenza sull’origine dei prodotti, regole commerciali fondate sulla reciprocità e una piena valorizzazione del Made in Italy agroalimentare.
