La Commissione europea accoglie l’accordo politico raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea su una nuova misura destinata a proteggere il settore siderurgico europeo dalla crescente sovraccapacità globale.
Il provvedimento rappresenta un passo strategico per la sostenibilità di lungo periodo di un comparto chiave dell’economia industriale europea. La nuova disciplina introduce un sistema di quote esenti da dazi pari a 18,3 milioni di tonnellate annue, oltre le quali si applicherà un dazio del 50% su circa 30 categorie di prodotti siderurgici importati nell’Unione.
Tra le principali novità figura l’introduzione del requisito di “fusione e colata”, volto a rafforzare la tracciabilità e la trasparenza della filiera. La misura si applicherà alle importazioni provenienti da tutti i Paesi, con l’eccezione di quelli dello Spazio economico europeo, che resteranno comunque soggetti a tale requisito.
Il testo riflette i punti chiave della proposta presentata dalla Commissione il 7 ottobre 2025 e mira a contrastare gli effetti distorsivi sul commercio internazionale derivanti dall’eccesso di capacità produttiva globale, stimata in 721 milioni di tonnellate entro il 2027, un volume superiore a cinque volte il consumo annuo dell’Unione.
Sul piano economico e sociale, la misura punta a tutelare circa 2,5 milioni di posti di lavoro legati alla filiera siderurgica europea, contribuendo al contempo agli obiettivi di decarbonizzazione e transizione industriale.
Il nuovo meccanismo andrà a sostituire l’attuale sistema di salvaguardia introdotto nel 2018, basato su contingenti tariffari (Trt) per 28 categorie di prodotti, che prevedeva importazioni esenti da dazi entro determinate soglie e l’applicazione di un’aliquota del 50% oltre tali limiti.
