Parlare con Nicola Ceccaroli è incontrare un professionista che ha scelto la Croazia come campo di elezione, portandovi una visione costruita in venticinque anni di finanza internazionale — dai mercati azionari milanesi alle istituzioni multilaterali di Londra e Parigi, passando per le sfide del turnaround aziendale. La traiettoria di Banka Kovanica è la dimostrazione concreta di quanto questa visione abbia prodotto.
Presidente Ceccaroli, ci può fornire una fotografia del sistema bancario croato?
In Croazia ci sono diciannove banche con autorizzazione della Banca Nazionale e una cassa di risparmio immobiliare. I dati di bilancio al 31 dicembre 2025 — revisionati e pubblicati dalla Hnb — mostrano un attivo totale aggregato di circa 91 miliardi di euro, cresciuto dell’8,3% nell’anno, con un utile complessivo di circa 1,4 miliardi di euro, un Roe medio del 14,6% e un Roa medio dell’1,6%.
Le prime cinque banche per totale attivo detengono l’83% circa delle attività del sistema. Le banche medie e piccole operano su nicchie specializzate, talora con indicatori di solidità e redditività superiori alla media, come dimostra il caso di Banka Kovanica.
Elevato livello di capitalizzazione e liquidità del sistema, con un Cet1 medio del 20,7% e un Lcr medio del 213%, più che doppi rispetto ai minimi regolamentari.
Il governatore della banca centrale Boris Vujčić — che a breve assumerà la carica di Vicepresidente della Bce — ha ricordato alla Conferenza di Opatija come i tassi sui crediti in Croazia siano attualmente al di sotto della media dell’area euro.
Che cosa offre il sistema bancario a un imprenditore europeo che voglia investire in Croazia?
Il sistema bancario croato mette a disposizione degli investitori esteri una gamma di servizi. Sul versante operativo: apertura di conti correnti aziendali multivaluta, gestione dei pagamenti domestici e internazionali in modalità Sepa — inclusi i pagamenti istantanei —, linee di credito per il capitale circolante, finanziamenti a medio-lungo termine per investimenti in capitale fisso e leasing. Il framework regolamentare è quello europeo, con la Croazia membro dell’Ue dal 2013 e dell’Eurozona dal 2023.
La vera differenza competitiva della Croazia rispetto ad altri mercati dell’area, tuttavia, risiede nell’articolato sistema di agevolazioni pubbliche al credito.
Il governo mette a disposizione degli strumenti alle imprese, locali e straniere, per sostenere gli investimenti?
Un sistema articolato di sostegno pubblico al credito è costruito attorno a due pilastri istituzionali. Il primo è Hbor, la Banca Croata per la Ricostruzione e lo Sviluppo, che opera come banca di secondo livello: eroga risorse attraverso le banche commerciali convenzionate a condizioni agevolate — tassi ridotti, durate e preammortamento preferenziali. I programmi coprono l’intero spettro del fabbisogno delle imprese: investimenti produttivi, efficienza energetica, turismo, capitale circolante ed export financing, con la possibilità, per alcuni programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali europei, di ottenere una componente a fondo perduto fino al 50% del capitale. Hbor interviene inoltre nei grandi progetti infrastrutturali e come investitore qualificato in fondi di venture capital e private equity.
Hamag-Bicro — l’Agenzia per le Piccole Imprese, l’Innovazione e gli Investimenti — svolge la funzione complementare: rilascia garanzie pubbliche sui finanziamenti bancari, abbattendo il fabbisogno di collaterali e rendendo accessibile il credito a imprese meritevoli. Affianca a ciò microcrediti, prestiti diretti agevolati e l’accesso ai principali programmi europei di innovazione e internazionalizzazione.
La sinergia raggiunge la massima efficacia nel Programma Nazionale di Garanzie Plus, attivato nell’ambito del Pnrr: credito agevolato Hbor, garanzia Hamag-Bicro fino all’80% del capitale e sovvenzione del tasso, accessibile anche a valide imprese di nuova costituzione.
Per Banka Kovanica questa triangolazione — banca commerciale, Hbor, Hamag-Bicro — è una componente strutturale della nostra offerta alle imprese. Seguiamo il cliente dalla prima consulenza fino all’erogazione, interfacciandoci direttamente con le istituzioni per suo conto.
Ci parli di Banka Kovanica. Qual è il vostro posizionamento nel sistema e quali strumenti offrite alle imprese locali e straniere?
Banka Kovanica è nata nel 1997, è diventata banca nel 2002, e dal 2007 è interamente di proprietà della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino — il gruppo bancario più antico di San Marino, con oltre 140 anni di tradizione. Il legame con il mondo italofono ci consente di comprendere pienamente la cultura d’impresa dei nostri interlocutori italiani.
Con sede a Varaždin e una rete di 12 filiali in 10 città del Paese — inclusa Zagabria con un centro dedicato alla clientela imprese — siamo presenti in modo capillare, con ulteriore estensione tramite mediatori creditizi accreditati e raccolta digitale in regime di passaporto di servizi in Germania dal 2015.
La banca si colloca ai vertici del sistema per redditività del capitale nell’ultimo decennio. Il modello è intenzionalmente specializzato. Nel settore famiglie siamo focalizzati sul credito al consumo, con processi digitalizzati e tempi rapidi. Alle imprese offriamo finanziamenti per il capitale circolante e fisso, accesso ai programmi Hbor e alle garanzie Hamag-Bicro, conti multivaluta e piena operatività digitale.
La nostra filosofia si fonda sull’ascolto. Chi viene da noi incontra le persone che decideranno sul suo credito: tempi rapidi, soluzioni personalizzate. In un mercato in cui velocità e flessibilità sono spesso decisive, questa è la nostra differenza competitiva.
Lei ha partecipato alla 29ª Conferenza sul Mercato Finanziario di Opatija. Quali messaggi sono emersi?
È stato un appuntamento di grande spessore, con la presenza dei vertici del sistema bancario, il Ministro delle Finanze Ćorić, il governatore della banca centrale Vujčić e i vertici di Hanfa. Il messaggio complessivo è di solida fiducia nel sistema: la Croazia vive una fase di eccellente salute finanziaria, confermata dai dati che abbiamo commentato, con tassi sui crediti al di sotto della media area euro e una delle crescite economiche più sostenute d’Europa.
Il tema centrale è stato il mercato dei capitali e la Strategia 2025-2030 del Ministero delle Finanze: la Croazia punta a diventare un mercato ‘in sviluppo’ nelle classificazioni internazionali. Si è parlato molto di Ipo come strumento alternativo al credito bancario — il consenso è che occorra un grande Ipo, sopra i 300 milioni di euro, per attrarre investitori internazionali e dare liquidità alla Borsa di Zagabria — e di strumenti fiscali agevolati per incentivare l’investimento in capitale di rischio.
Il governatore Vujčić ha sintetizzato bene il momento con un’immagine efficace: ‘Il tetto si ripara quando splende il sole.’ Il sole, per la Croazia, sta splendendo. Chi intende investire nel Paese trova oggi un sistema bancario solido, strumenti pubblici competitivi e condizioni di finanziamento tra le più favorevoli dell’area.
L.R.
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