Secondo la ricerca di Ing People Insights Lab, realizzata da Ing Italia con YouGov in occasione dei 25 anni di Digital Banking della banca nel Paese, il 70% degli italiani riconosce un impatto positivo del digitale sulla vita quotidiana e il 59% ritiene che abbia migliorato la gestione delle proprie finanze.
Il principale beneficio percepito è la possibilità di monitorare saldo e spese in tempo reale, elemento che rafforza controllo, semplicità e consapevolezza nella gestione economica personale. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di 1.039 italiani over 18, evidenzia però anche un rapporto emotivamente complesso con il denaro: se da un lato il digitale rassicura, dall’altro può amplificare ansia e pressione finanziaria.
Il conto corrente diventa un “rito quotidiano”
Il rapporto degli italiani con il digital banking appare ormai strutturale. Il conto corrente è quasi universale — lo possiede 9 italiani su 10 — e oltre la metà degli utenti gestisce le proprie operazioni online. La filiale fisica perde progressivamente centralità: 3 Millennials su 5 dichiarano di fare tutto online, mentre 1 Gen Z su 2 non entra mai in banca. Anche tra i Boomer cresce l’operatività digitale: il 47% gestisce online tutte le attività bancarie.
Controllare il conto è diventato un gesto abituale. 8 italiani su 10 verificano saldo e movimenti almeno una volta alla settimana, prevalentemente tramite app. Per il 58% questa abitudine genera tranquillità e sicurezza, ma non mancano le tensioni: il 15% afferma di sentirsi stressato durante il controllo e il 41% ammette di aver evitato almeno una volta di verificare il saldo per paura di trovare brutte sorprese.
Più consapevolezza, ma il denaro resta fonte di stress
La ricerca mostra come il digitale abbia aumentato il senso di autonomia nella gestione finanziaria. Il 62% degli italiani si sente oggi più consapevole rispetto al passato e circa 1 su 3 dichiara di sentirsi più libero e in controllo delle proprie decisioni economiche.
Nonostante questo, il tema denaro continua a rappresentare una fonte di pressione psicologica. 1 italiano su 2 si sente stressato quando si parla di finanze personali, con percentuali ancora più elevate tra donne e Millennials, dove il dato sale a circa 6 su 10.
Cresce però anche la percezione delle proprie competenze: il 57% ritiene di avere una buona preparazione nella gestione economica personale. Le differenze generazionali restano marcate: la Gen Z vive con maggiore naturalezza il rapporto con il digitale, i Millennials mostrano più ansia legata alla pianificazione economica, mentre i Boomer mantengono un approccio più relazionale e orientato al confronto umano.
La banca ideale, digitale sì, ma con supporto umano
Per 2 italiani su 3 la banca ideale è digitale: veloce, semplice e immediata. Tuttavia, il bisogno di relazione resta centrale. Oltre la metà degli intervistati considera fondamentale poter contare su un consulente reale nei momenti più delicati, percentuale che sale ulteriormente tra le fasce più mature della popolazione.
La ricerca evidenzia così l’emergere di un modello di “digitale umano”, dove tecnologia e relazione personale devono convivere. La Gen Z privilegia fluidità e semplicità d’uso, i Millennials chiedono strumenti più efficaci per pianificare budget e risparmi, mentre la Gen X cerca un equilibrio tra autonomia digitale e supporto professionale.
Intelligenza artificiale: curiosità alta, fiducia ancora limitata
Anche l’Intelligenza Artificiale entra nel mondo finanziario, ma gli italiani mantengono un approccio prudente. Il 38% si dichiara disposto a utilizzare un chatbot per ricevere suggerimenti sugli investimenti, mentre oltre la metà degli intervistati resta scettica.
La fiducia nell’Ia cresce soprattutto tra uomini e clienti già abituati al digital banking, mentre donne e Boomer mostrano maggiore cautela. Un segnale che, soprattutto quando si parla di patrimonio personale, la tecnologia da sola non basta ancora a sostituire la relazione fiduciaria.
Il lato oscuro dei social: confronto e stress finanziario
La ricerca accende infine i riflettori sul ruolo dei social network nella percezione del benessere economico. La Gen Z trascorre mediamente circa tre ore al giorno sui social e 1 giovane su 3 confronta la propria situazione economica con quella mostrata online.
Per oltre 1 intervistato su 4, questo confronto diventa una fonte di ansia e insoddisfazione personale. I social influenzano anche i comportamenti di acquisto, soprattutto tra i più giovani, mentre Millennials e uomini riconoscono maggiormente l’impatto negativo dell’eccessiva esposizione online sulle spese personali.
Il quadro che emerge è quello di un rapporto sempre più stretto tra tecnologia, benessere e gestione del denaro: il digitale rende le finanze più accessibili e controllabili, ma non elimina la componente emotiva. Per gli italiani, il vero equilibrio continua a passare dalla combinazione tra innovazione tecnologica, fiducia e supporto umano.
