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Sondaggi politici 2025: equilibri fermi, cambiano i rapporti tra i partiti

La fotografia dei sondaggi di fine 2025 restituisce un quadro di sostanziale stabilità tra maggioranza e opposizione, ma con movimenti significativi all’interno dei singoli partiti. Secondo la media delle rilevazioni elaborate da Termometro Politico e dalla Supermedia YouTrend/Agi, il consenso complessivo delle coalizioni è rimasto quasi invariato nell’arco dell’anno, un dato in controtendenza rispetto alla tradizione che vede i governi perdere terreno col passare dei mesi.

Il centrodestra nel suo insieme arretra solo marginalmente: dal 47,7% di inizio anno al 47,4% di dicembre. All’interno della coalizione, però, emergono dinamiche diverse. Fratelli d’Italia resta nettamente primo partito, attestandosi tra il 29,7 e il 30,5%, con un lieve incremento su base annua. Forza Italia scende all’8,4%, mentre la Lega appare sostanzialmente stabile, confermando una fase di consolidamento più che di crescita.

Sul fronte opposto, l’opposizione nel complesso passa dal 42,7% al 41,4%. Il dato più rilevante riguarda il Partito Democratico, che arretra fino al 21,6–22%, perdendo quasi due punti in dodici mesi. In controtendenza il Movimento 5 Stelle, che guadagna circa un punto e mezzo e si colloca intorno al 12,8%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra registra un miglioramento più contenuto ma costante.

I partiti centristi – Azione, Italia Viva e Più Europa – restano marginali nel quadro complessivo, passando complessivamente dal 7% al 6,9%, senza variazioni significative.

Il dato politico più rilevante dell’anno è la tenuta del consenso verso il governo, nonostante un 2025 segnato da un acceso dibattito sulla legge di Bilancio e da tensioni su dossier sensibili come pensioni e spesa pubblica. Le difficoltà della maggioranza non si sono tradotte in un calo netto nei sondaggi, mentre l’opposizione non è riuscita a capitalizzare il contesto.

Se si votasse oggi, secondo la media delle rilevazioni più recenti, Fratelli d’Italia resterebbe ampiamente primo partito, seguito dal Pd e dal M5s. Un equilibrio che segnala un sistema politico entrato in una fase di assestamento, in cui gli spostamenti di consenso avvengono soprattutto all’interno delle coalizioni e meno tra blocchi contrapposti.

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