È quanto emerge dal rapporto sulla rendicontazione di sostenibilità pubblicato dalla Consob, che analizza l’avvio della disciplina prevista dalla direttiva Csrd e dagli standard Esrs.
Nel 2025, 136 società quotate su Euronext Milan hanno pubblicato la rendicontazione di sostenibilità, pari al 69,4% del totale e al 97,1% della capitalizzazione complessiva. Nel 2024 erano state 150 le società ad aver pubblicato la dichiarazione non finanziaria, pari al 72% del totale.
Il coinvolgimento degli stakeholder nel processo di doppia materialità è ormai ampio e diffuso, interessando circa l’80% delle società, con la partecipazione di fornitori, dipendenti e clienti. Il ruolo del consiglio di amministrazione è particolarmente rilevante, essendo coinvolto in oltre il 93% dei casi.
Tra le priorità emerge con forza il tema del cambiamento climatico: tutte le società lo considerano rilevante, ma solo il 13% ha già un piano di transizione climatica, mentre un ulteriore 17% prevede di adottarlo a breve.
Sul fronte sociale, gli impatti legati ai lavoratori risultano centrali per tutte le società analizzate.
Cresce anche il peso degli Esg nelle politiche retributive: il 78% delle società ha integrato indicatori di sostenibilità nei compensi variabili degli amministratori delegati, quota che sale al 90% tra le imprese che resteranno soggette alla normativa.
Il rapporto include anche un addendum sull’evoluzione 2018-2024, che evidenzia una trasformazione strutturale: maggiore coinvolgimento degli stakeholder, rafforzamento dei consigli di amministrazione nei processi di materialità, crescita dei comitati di sostenibilità e crescente integrazione degli obiettivi Esg nei sistemi di incentivazione.
