L’Italia punta con decisione sulla Space Economy e rilancia la propria ambizione di diventare uno dei protagonisti europei della nuova corsa allo spazio. Con venti appuntamenti distribuiti in sedici regioni, prende il via il percorso degli Stati Generali dello Spazio, iniziativa promossa dall’Intergruppo parlamentare per lo Spazio e presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dal ministro Adolfo Urso e dal presidente dell’Intergruppo, Andrea Mascaretti.
L’obiettivo è trasformare il settore dello spazio in uno dei pilastri della politica industriale nazionale, valorizzando una filiera che comprende grandi imprese, Pmi, startup, università e centri di ricerca. «Lo spazio oggi unisce l’Italia e proietta la sua industria nel futuro», ha dichiarato Urso, sottolineando come il comparto sia ormai un elemento centrale per competitività, sicurezza, sovranità tecnologica e sviluppo economico.
Una filiera che cresce a doppia cifra
I numeri presentati dal Governo evidenziano una dinamica particolarmente positiva. Tra il 2021 e il 2024 il fatturato della filiera spaziale italiana è salito da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli occupati sono cresciuti da 5.900 a 8.900 unità. Anche l’export aerospaziale continua a espandersi, registrando un incremento del 23,3% rispetto al 2022.
Segnali incoraggianti arrivano inoltre dagli investimenti diretti esteri, aumentati del 37,1%, e dal mercato dei servizi di Osservazione della Terra, che nel 2025 ha raggiunto un valore di 340 milioni di euro, con una crescita del 73% negli ultimi tre anni.
Investimenti
Per consolidare questo sviluppo, il Governo ha programmato investimenti complessivi pari a 7,8 miliardi di euro entro il 2028. Le risorse saranno distribuite tra il contributo italiano all’Agenzia Spaziale Europea (Esa), il finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e gli interventi previsti dal Pnrr e da altre amministrazioni nazionali.
Una parte significativa dei fondi ha già consentito la nascita di quattro Space Factory in Piemonte, Lombardia, Lazio e Puglia, poli industriali destinati a sostenere la crescita della filiera produttiva, favorire l’innovazione e accelerare lo sviluppo di startup e Pmi ad alta tecnologia
La sfida della Luna
Il rafforzamento del settore passa anche attraverso un nuovo quadro normativo. Il ministro Urso ha ricordato l’approvazione della prima legge italiana dedicata allo spazio, pensata per regolamentare il ruolo degli operatori privati e favorire gli investimenti nel comparto.
Parallelamente, Roma sta contribuendo alla definizione dello Space Act europeo, mentre assume un ruolo sempre più rilevante all’interno dell’ESA, di cui presiederà il Consiglio ministeriale fino al 2028. Sul fronte internazionale prosegue inoltre il rafforzamento della collaborazione con la Nasa, in particolare nell’ambito del programma Artemis.
L’Italia sarà infatti protagonista nella realizzazione del modulo abitativo destinato a supportare una presenza stabile degli astronauti sulla Luna, uno dei progetti più avanzati della nuova stagione dell’esplorazione spaziale.
Il nuovo Made in Italy
Per il Governo, la crescita del comparto rappresenta molto più di una scommessa tecnologica. Lo spazio viene considerato un nuovo asset strategico del Made in Italy, capace di generare innovazione, occupazione qualificata e ricadute economiche in settori che spaziano dalle telecomunicazioni alla difesa, dalla telemedicina al monitoraggio ambientale.
Gli Stati Generali dello Spazio nascono proprio con l’obiettivo di consolidare questa visione, creando un collegamento diretto tra istituzioni, imprese e territori. Una sfida che punta a trasformare la tradizionale eccellenza italiana nell’aerospazio in una leadership stabile nella nuova economia orbitale.
