Skip to content Skip to footer

Startup innovative, nel 2025 continua il calo: pesa il rallentamento del funding

Secondo l’Osservatorio Startup Innovative di Cerved, le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese sono diminuite rispetto all’anno precedente, mentre il numero complessivo delle startup continua a ridursi, confermando una tendenza avviata dopo il picco raggiunto nel 2021.

Dopo il forte ciclo espansivo registrato tra il 2017 e il 2021, il comparto è entrato in una fase di consolidamento, influenzata da condizioni macroeconomiche più complesse, da una maggiore selezione delle iniziative imprenditoriali e da un mercato del venture capital ancora limitato rispetto ai principali Paesi europei.

Parallelamente cresce la specializzazione tecnologica delle nuove imprese. Oggi la maggior parte delle startup innovative opera nei servizi informatici e nello sviluppo software, mentre una quota significativa è attiva nella ricerca e sviluppo. Le nuove iniziative si concentrano soprattutto su intelligenza artificiale, data analytics, Internet of Things (IoT), robotica e tecnologie per l’industria digitale.

Secondo l’analisi di Cerved, il rischio è però una progressiva riduzione della presenza in comparti ad alto impatto industriale come energia, materiali avanzati, agritech e deeptech, considerati strategici per la competitività del sistema produttivo.

Dal punto di vista territoriale permane una forte polarizzazione geografica. Oltre la metà delle startup innovative ha sede nel Nord Italia, con la Lombardia che si conferma il principale hub nazionale e Milano che da sola concentra quasi un quarto dell’intero ecosistema. Il Centro mantiene una quota più contenuta, mentre il Mezzogiorno continua a evidenziare dinamiche disomogenee. Tra i dati più significativi emerge il forte ridimensionamento della Campania, dove nell’ultimo anno si sono dimezzate le nuove startup innovative.

Tra le province più dinamiche figurano Milano, Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Roma, Bologna, Napoli, Bari e Catania, a conferma della crescente concentrazione dell’innovazione in pochi poli territoriali.

L’analisi delle nuove imprese nate tra il 2024 e il 2025 evidenzia quattro principali direttrici tecnologiche: piattaforme digitali e Software as a Service (SaaS), intelligenza artificiale e data analytics, IoT e sistemi embedded e manifattura avanzata. L’intelligenza artificiale trova applicazione in comparti sempre più diversificati, dalla manifattura all’healthcare fino al retail, mentre la cybersecurity continua a rappresentare un segmento ancora poco sviluppato.

L’Osservatorio segnala inoltre un rallentamento della leadership femminile. Dopo la crescita registrata fino al 2023, la presenza di donne nei ruoli decisionali torna sui livelli del 2020. Le imprenditrici risultano maggiormente presenti nei settori health & wellness e Esg, mentre restano meno rappresentate nelle attività manifatturiere e nelle tecnologie deeptech.

Secondo Cerved, il rafforzamento dell’ecosistema italiano dell’innovazione passerà dalla capacità di ampliare la base industriale delle startup, favorire la diffusione degli investimenti nelle aree meno sviluppate, sostenere la crescita del venture capital e accelerare lo sviluppo di tecnologie ad alto valore aggiunto.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Potrebbe interessarti anche...