Più rappresentazione, più creatività e uno storytelling capace di ispirare: la nuova frontiera delle carriere scientifiche secondo la ricerca “Donne, Stem e futuro” di The Wom e Istituto Sylla
Le ragazze della Gen Z e le giovani Millennials guardano con occhi nuovi al mondo delle carriere Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics): non più solo terreni tecnici e razionali, ma spazi di creatività, impatto sociale ed empowerment.
Dietro ai numeri, il ritratto di una generazione che vuole cambiare le regole del gioco.
Una su tre studia o lavora già in ambito STEM; una su cinque si è sentita scoraggiata nel farlo. Eppure, l’84% considera le carriere scientifiche “stimolanti” e il 50% addirittura “creative”: un ribaltamento netto del vecchio cliché della scienza fredda e per pochi eletti.
La consapevolezza cresce: il 58% delle intervistate sa cosa significa l’acronimo Stem percentuale che sale al 66% tra le più giovani. Tuttavia, il 51% associa ancora il mondo scientifico all’universo maschile, e quasi otto ragazze su dieci hanno sentito dire almeno una volta che “le donne non sono portate per la matematica”.
Le sfide restano concrete. Il 55% indica nella conciliazione vita-lavoro il principale ostacolo a una carriera scientifica, mentre una su due denuncia un sistema scolastico che tende a favorire i maschi. “Serve un cambiamento culturale profondo – spiega The Wom – che parta dall’educazione e arrivi alla comunicazione, liberando le Stem dagli stereotipi di genere”.
