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Svimez: “Il futuro del Paese passa da giovani e donne”

«In Italia si studia per emigrare». Così Luca Bianchi, direttore della Svimez, sintetizza il paradosso che oggi minaccia il futuro del Paese: la fuga dei giovani laureati, soprattutto dal Mezzogiorno.

Dal 2002 al 2022 il saldo migratorio dei laureati italiani con l’estero è negativo per 60mila unità, mentre 126mila giovani del Sud si sono spostati al Nord. Partono soprattutto i più qualificati: tra i migranti, un giovane su due è laureato, e tra le donne la quota supera il 60%.

Il Pnrr ha riattivato gli investimenti locali (+65% nei Comuni tra 2022 e 2024), ma la sfida è garantire continuità oltre la sua scadenza.

«Non è solo emigrazione intellettuale – spiega Bianchi – ma la conseguenza di un mercato del lavoro che non valorizza competenze e capitale umano, offrendo salari bassi e opportunità limitate. Per invertire la rotta servono politiche coraggiose: investimenti nell’istruzione, lavoro qualificato, partecipazione femminile e servizi pubblici efficienti». «Il Sud non è una zavorra – conclude il direttore di Svimez– ma la chiave dello sviluppo italiano. Giovani e donne devono tornare protagonisti: senza di loro il Paese non ha futuro».

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