Con una quota del 25% delle nuove immatricolazioni, la Confederazione si colloca al primo posto in Europa, davanti anche a Paesi considerati all’avanguardia come quelli scandinavi, i Paesi Bassi e l’Austria.
I camion elettrici rappresentano ancora meno del 4% della flotta complessiva, pari a circa 50.000 veicoli, ma la loro diffusione è in crescita costante dal 2022. A sostenere la transizione è soprattutto il sistema di incentivi legato alla Tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (Ttpcp), dalla quale i veicoli a basse o zero emissioni sono esentati.
Per le imprese di trasporto, l’esenzione rappresenta un significativo vantaggio economico. Secondo i calcoli di Volvo, un proprio camion elettrico può generare risparmi superiori a 550.000 franchi fino al 2035, ipotizzando una percorrenza di 100.000 chilometri l’anno. La convenienza è inoltre rafforzata dalla stabilità del quadro normativo, che consente agli operatori di programmare con maggiore certezza il rinnovo delle flotte.
Secondo l’International Road Transport Union (Iru), la Ttpcp è tra le tasse chilometriche più elevate d’Europa, ma il sistema svizzero ha permesso di accompagnare la transizione verso veicoli più puliti su un orizzonte temporale sufficientemente lungo. Un ulteriore elemento favorevole è rappresentato dalla struttura del mercato nazionale: circa il 66% dei tragitti dei camion avviene all’interno della Svizzera, anche grazie alle politiche adottate negli ultimi decenni per trasferire il traffico transalpino dalla strada alla ferrovia. Un profilo particolarmente adatto all’impiego di veicoli elettrici.
Tra le aziende che stanno investendo maggiormente nella transizione figura Galliker Transport, società lucernese che dispone di oltre 1.300 veicoli. L’impresa ha immesso in circolazione 109 camion elettrici nel 2025 e punta a raggiungere 214 mezzi a propulsione alternativa entro il 2027. L’obiettivo è arrivare a 650 camion elettrici nei prossimi dieci anni, con una riduzione stimata di circa 48.000 tonnellate di Co₂ all’anno. Per sostenere il progetto, Galliker prevede investimenti superiori a 120 milioni di franchi tra il 2026 e il 2030 destinati alle infrastrutture di ricarica.
Anche Schoeni Transport, società argoviese, ha avviato il percorso di elettrificazione con 15 camion elettrici su una flotta di 250 veicoli destinati al traffico nazionale. I mezzi sono supportati da un sistema di ricarica alimentato anche da pannelli fotovoltaici.
La transizione presenta tuttavia costi iniziali elevati. Un camion elettrico può costare tra 280.000 e 320.000 franchi, quasi il doppio rispetto a un mezzo tradizionale, mentre l’installazione delle infrastrutture di ricarica può richiedere ulteriori 60.000-80.000 franchi. Il sovraccosto complessivo può quindi superare i 200.000 franchi per veicolo.
Restano inoltre differenze significative tra trasporto nazionale e internazionale. Per le aziende che operano prevalentemente oltreconfine, la carenza di infrastrutture di ricarica nei Paesi esteri rappresenta ancora un ostacolo. È il caso di Swisscar Barras, attiva soprattutto nel recupero internazionale di veicoli, che considera al momento l’elettrico poco competitivo sotto il profilo pratico ed economico.
(Ice Berna)
