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Tajani all’Assemblea Coldiretti: “agroalimentare strategico per export e crescita”

Nel corso del suo intervento, Tajani ha affrontato il tema delle tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz e delle conseguenze che queste stanno producendo sulle catene globali di approvvigionamento. Dall’aumento dei costi energetici alle difficoltà legate ai fertilizzanti, fino ai rincari dei trasporti marittimi e dei materiali per imballaggi, la crisi geopolitica sta infatti incidendo direttamente sulla competitività del settore agroalimentare europeo.

L’agroalimentare continua tuttavia a rappresentare uno dei principali motori dell’economia italiana. Il comparto vale oggi circa l’11% dell’export nazionale e nel 2025 ha raggiunto il valore record di 70,9 miliardi di euro, con una crescita del 5,2% rispetto al 2024, confermando il peso strategico della filiera nel sistema produttivo del Paese.

Nel suo intervento, il titolare della Farnesina ha illustrato anche le iniziative del Governo per rafforzare la resilienza delle catene di fornitura e diversificare i mercati di sbocco attraverso la politica commerciale dell’Unione Europea e gli accordi di libero scambio con partner strategici. Particolare attenzione sarà dedicata alla tutela delle produzioni Dop e Igp e al contrasto del fenomeno dell’Italian sounding, considerati centrali per la difesa della competitività internazionale delle imprese italiane.

A sostegno del comparto, la Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con Agenzia Ice, ha programmato per il 2026 oltre 240 iniziative dedicate all’agroalimentare, tra fiere internazionali, eventi promozionali e missioni commerciali nei principali mercati strategici.

L’azione è stata anche accompagnata dagli strumenti di supporto all’internazionalizzazione sviluppati con Simest e Sace, con l’obiettivo di rafforzare la presenza delle imprese italiane sui mercati globali e valorizzare le eccellenze del Made in Italy agroalimentare.

 

 

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