Tajani ha evidenziato le sfide affrontate dalle aziende italiane, tra cui la riduzione della capacità produttiva e il forte aumento dei costi energetici, sottolineando l’impegno dell’Italia nella fase di ricostruzione dell’Ucraina, con particolare attenzione al settore energetico, proseguendo l’opera avviata con la Conferenza di Roma del luglio 2025.
Il Ministro ha poi rimarcato l’importanza di predisporre strumenti di mitigazione del rischio, includendo l’accesso a garanzie finanziarie, il supporto alla partecipazione a programmi e bandi internazionali e il rafforzamento della presenza istituzionale sul territorio.
Nonostante il conflitto, i rapporti economici tra Italia e Ucraina restano solidi: lo scambio commerciale nel 2025 ha raggiunto i 4,5 miliardi di euro, concentrandosi sui settori macchinari, prodotti farmaceutici e industria alimentare. L’interesse delle imprese italiane verso il mercato ucraino continua a crescere, supportato dalle iniziative promosse dall’Agenzia Ice a Kiev, tra cui un ciclo di webinar avviato lo scorso novembre e partecipato da oltre 500 aziende italiane.
