Skip to content Skip to footer

Terziario, un pilastro del veneto tra tradizione e innovazione

Secondo il più recente Report sulla demografia d’impresa elaborato da Confcommercio Veneto e Unioncamere Veneto, il comparto dei servizi conta circa 160mila luoghi di lavoro e oltre 580mila addetti, rappresentando quasi il 30% delle imprese attive nella regione.

Il sistema si articola su 119.385 sedi d’impresa, che occupano oltre 411mila lavoratori, affiancate da una rete di 50.077 unità locali e filiali, con circa 166mila addetti. Una struttura che evidenzia un duplice equilibrio: da un lato la forte presenza di imprese radicate nel territorio – circa il 70% del totale – e dall’altro una crescente diffusione di modelli organizzativi centralizzati.

Un dato significativo riguarda proprio le filiali: il 74% degli occupati lavora in unità locali che dipendono da sedi situate fuori provincia, segno di una progressiva esternalizzazione delle funzioni decisionali, particolarmente marcata nei comparti a maggiore contenuto tecnologico e logistico.

Sul piano della struttura imprenditoriale emerge un sistema polarizzato. Le imprese individuali, che rappresentano il 56% del totale, continuano a caratterizzare il commercio al dettaglio e l’intermediazione immobiliare, mantenendo viva la dimensione locale e tradizionale del terziario. Parallelamente, però, si rafforza il ruolo delle società di capitali che, pur essendo circa un quarto delle imprese, garantiscono quasi la metà dell’occupazione complessiva, confermandosi come vero motore occupazionale del settore.

Come sottolinea Patrizio Bertin, il terziario veneto si muove oggi “a due velocità”: comparti come turismo e trasporti stanno adottando modelli più strutturati e orientati agli investimenti, mentre il piccolo commercio e la ristorazione restano ancorati a una dimensione più tradizionale.

Una trasformazione che riflette un cambiamento più ampio.

Secondo Antonio Santocono, negli ultimi anni si è assistito a una crescita dei servizi avanzati e a un rafforzamento delle imprese più organizzate, con effetti positivi anche sull’integrazione tra servizi e manifattura.

Le prospettive future del comparto appaiono legate alla capacità di affrontare le sfide dell’innovazione e della digitalizzazione, oltre che all’adattamento ai nuovi modelli di consumo. In questo contesto, il terziario non è solo un settore di supporto, ma un elemento strategico per la competitività del sistema economico regionale.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Potrebbe interessarti anche...