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“The World To Come” libro in lingua inglese scritto da Angelo Deiana e Carmelo Cutuli. Giacovelli Editore

“The World to Come” affronta in modo rigoroso e al contempo accattivante, il tema della globalizzazione studiandone l’impatto sulla nostra vita quotidiana. Gli autori ci conducono in un viaggio che parte dalle origini del fenomeno fino a giungere ai suoi possibili sviluppi futuri, mettendone in evidenza gli aspetti più significativi e le implicazioni sulla società e sull’individuo. Il libro evidenzia i fenomeni che negli ultimi decenni hanno caratterizzato il mondo “globalizzato”, esplicitando i rischi e le opportunità che si pongono oggi all’umanità, attraverso una riflessione su temi cruciali (sviluppo tecnologico, cambiamento continuo, resilienza economica) e sui possibili scenari futuri.

In tal senso, il lavoro di Deiana e Cutuli, si propone come uno strumento per stimolare individui ed organizzazioni a prepararsi per il futuro ed a gestire il cambiamento in modo responsabile. Una guida per governare, e non subire, le innovazioni che stanno trasformando il mondo in modo così rapido ed inesorabile, strutturata in modo chiaro, coerente ed accessibile anche a chi non ha una conoscenza approfondita del tema.

Tra i temi trattati, e non potrebbe essere altrimenti, assumono particolare centralità i macro-trend tecnologici più rilevanti del momento. Il libro esplora come IA e BigData stiano influenzando le nostre vite e l’economia mondiale, attraverso uno studio approfondito su come i dati stiano diventando un asset critico nel “Mondo 5.0” e come stiano già oggi indirizzando l’economia mondiale “prossima ventura”.

Un tratto, quello dell’approccio ‘olistico” all’innovazione tecnologica che è tipico del pensiero economico di Deiana e che è ben colto nella prefazione, a cura di Roberto Menotti, Senior Advisor – International Activities di Aspen Institute Italia ed Editor-in-Chief di Aspenia online, che impreziosisce il libro: “Le meraviglie tecnologiche che spesso diamo per scontate non sono miracoli insondabili, né devono spaventarci come se fossero creazioni di geni del male: sono il risultato di una lunga successione di piccoli passi, come complessità che si costruisce su complessità. La tecnologia è uno dei figli della creatività, come l’arte e la filosofia.”

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